Alla Nena, invece, ch'era lì presente, batteva il cuore tanto forte che pareva le volesse saltar fuori dal corsetto.
—No, di quel…—signore là—non ho nessuna notizia, nè mi curo di averne—borbottò il vecchio; ma l'impeto d'ira finì con due lacrime che gli gocciolarono dagli occhi.
Lalla non pensò nemmeno, nè il vecchio avrebbe sospettato, che la causa prima di quella sventura, di quella rovina potesse essere lei, e:—Bene, bene—gli disse—speriamo che ogni cosa si accomodi per il meglio e che ritorniate ad essere tutti felici. Il Signore avrà voluto provarvi, ma vi consolerà presto. Sperate nella sua bontà!—E lasciò che il povero vecchio, commosso da tanta degnazione, le baciasse la mano singhiozzando.
Quando la duchessina rientrò in sala, Prospero Anatolio e il Della Valle davano le disposizioni per l'indomani. Il Della Valle sarebbe andato lui solo alla stazione, incontro ai testimoni: erano quattro commendatori, due della Camera alta, due della Camera bassa, e avevano appena telegrafato che sarebbero giunti col primo treno.
I saluti furono quella sera più espansivi ed eloquenti del solito. La melanconica tristezza che aveva durato fino allora si dissipò e l'effusione trattenuta proruppe in uno scambio di promesse, di proteste, di strette di mano e di abbracci cordialissimi. Giorgio, prima di andarsene a casa, offrì il braccio, insistentemente, alla duchessa Maria, e volle accompagnarla fino sull'uscio della sua camera; non c'era un pretesto plausibile per rifiutare; Maria accettò il braccio e si avviò col Della Valle su per le scale.
Quando furono nel salottino che precedeva la stanza da letto, Giorgio si fermò e non lasciò che Maria entrasse subito colla Luigia, ma facendole dolce violenza la trattenne per una mano.
—Prima di salutarvi stasera, permettetemi un'altra parola; permettete che io vi domandi perdono ancora una volta, se negli anni addietro, senza saperlo, vi ho procurato qualche dispiacere. Siate buona. Maria, lasciatemi la certezza che voi non serbate nessun rancore contro di me; lasciatemi la certezza che accettandomi come vostro figlio, voi non vi rassegnate all'altrui volontà, ma lo fate spontaneamente col pieno consenso del vostro cuore.
—Sì, sì… con tutto il cuore.—Maria ebbe ancora la forza di frenarsi.—Con tutto il cuore… Non dubitate dei miei sentimenti. Invecchiando… mi sono mutata e… mutata in peggio. Sono diventata anche… un po' meno… meno espansiva; ma vi sarò riconoscente con tutta l'anima se voi, come ne ho fede, riuscirete a rendere felice la mia figliuola!…
—La vostra riconoscenza?… E se la sola riconoscenza… non mi bastasse?…
—No?—Maria si fece più seria… per dominarsi, per vincere il tremito da cui si sentiva presa.