Quando da uno specchio era riflessa la leggiadra personcina di Lalla, così vagamente bizzarra, coll'ampia pelliccia scura, che la freddolosa si serrava addosso stretta stretta, col berrettone di lontra che non le nascondeva punto le ciocche scompigliate dei bei capelli, quello specchio pareva mutarsi per incanto in un bel quadro di genere messo lì, a suo posto, dal buon gusto di un artista sapiente. Lalla correva di qua e di là; ma d'un tratto, nella camera, accanto al letto, si fermò, prima attonita, poi pensierosa. Fra le cortine rialzate, vicino al capezzale, aveva scoperto un quadrettino piccolissimo, qualche mistero di certo, perchè, di sotto al vetro, era calata una tendina di seta verde, con un disegno stinto nel mezzo.

Come ci riesce bene il diavolo quando ci vuol mettere la coda!…

Giorgio, in quel momento, era alla finestra, occupatissimo col notaio incaricato della vendita, che gli indicava i vari confini dei fondi adiacenti alla villa.

Lalla staccò il quadretto, lo guardò da tutte le parti, con una smania un po' nervosa, finchè, nascosta tra i fregi della cornice, in un angolo, scoperse una piccola molla; la spinse forte, colle dita; la tendina si alzò di scatto, e Lalla vide una miniatura, il ritratto di una donna bellissima, nuda fin oltre la metà del seno, e circondata da un arruffio di capelli biondi (era bionda anche lei!…) che riempiva tutto lo spazio rimanente del piccolo quadrettino.

Quella signora così… bionda era una gran dama dell'alta aristocrazia romana, celebre non soltanto per la sua bellezza, ma più ancora per la sublime e rara virtù. Invece… invece era l'amante del Vharè.

Intanto Giorgio che trovava conveniente l'acquisto di tutti quei beni, stava fissando col notaio i termini del contratto.

—Nella vendita è compreso il mobilio?… E anche gli oggetti d'arte?—domandò la duchessina.

—Il signor marchese—rispose il notaio—si riservò soltanto alcune memorie di famiglia, che intende conservare.

—Ho capito—pensò Lalla sorridendo. La bella miniatura sarebbe stata conservata… tra quelle memorie!.

Ma tutto ciò, ad insaputa stessa del Vharè, gli aveva aperta la via per entrare diritto nel cuore di Lalla; e dopo successa la scena del fiore, quando Giacomo per la prima volta arrischiò, a mezza voce, una mezza dichiarazione, egli vide gli occhi di Lalla, solitamente così modesti, fissarlo, interrogarlo quasi supplichevoli, vide le sue guance tingersi di un leggiero incarnato e il respiro farsi anelante… come quando, senza parlare, essa gli aveva chiesto, cogli sguardi desiderosi il gradito omaggio delle violette.