—Voi, caro Vharè, dovete averla conosciuta a Roma?

—Sì, andavo da lei, il sabato sera.

—Aveva parecchi adoratori, dicono?

—Abbastanza, perchè non si potesse sospettare di nessuno.

—Guardate la duchessa, com'è pallida,—osservò il più giovane dei Lastafarda.—Ho paura che sia vero ciò che mi ha raccontato mio fratello.

—E che cosa ti ha raccontato?…

—Che ha un principio di mal sottile.

—Se lo ha davvero, è tanto sottile che non si vede,—sghignazzò il freddurista dopo di averla fissata anche lui col cannocchiale.

Il Vharè guardò nuovamente Maria; ma non era più tanto pallida: vicino a lei discorreva, seduto, il conte Giorgio Della Valle. Giacomo, vedendolo appena, non pensò ad altro, si alzò, e salutati e ringraziati gli amici della barcaccia, andò diffilato verso il palco della d'Eleda.

Da uomo pratico, non voleva che gli scappasse l'occasione d'incontrarsi con Giorgio in un terreno neutro e così di rompere il ghiaccio, per il suo ritorno inaspettato.