La duchessa accolse il Vharè colla cortesia un po' fredda che le era abituale; Giorgio, invece, gli dimostrò una sostenutezza molto significante; ma, tuttavia, il Vharè non si perdette d'animo; cominciò a discorrere di Gounod, di Borghignano, della crisi ministeriale, rivolgendosi ora a Prospero Anatolio, ora alla duchessa, senza mai parlare direttamente con Giorgio, per non essere costretto a notare la sua freddezza.
Solamente quando Giorgio si alzò per congedarsi, egli lo pregò di presentare i suoi omaggi alla contessa Della Valle.
Giorgio gli rispose con un grazie, con un leggero inchino, e uscì.
Intanto, Prospero Anatolio che alle prime parole del Vharè sulla crisi ministeriale si era sprofondato, sospirando, ne' più gravi pensieri, non ebbe agio di notare il contegno di suo genero, e Maria… povera Maria!… era così commossa, da non capire quello che le dicevano gli altri, e quasi, da non sapere nemmeno ciò che agli altri rispondeva lei stessa. Il cuore le batteva forte, con violenza dolorosa; brividi ghiacciati le correvano per le ossa, mentre una fiamma calda le bruciava la faccia. La sala del teatro, che pareva un vasto selciato di teste, e la curva dei palchetti luccicanti come punti bianchi, gialli, verdi, le giravano d'attorno con vertigine affannosa.
Il malumore del conte Della Valle, quantunque dagli altri due inavvertito, a Giacomo, in sulle prime, riempì l'animo di dubbi e d'inquietudini; ma poi pensò, che se fossero successe novità, Lalla non gli avrebbe certo fatto segno di andare da lei l'indomani, e per questo si acquetò interamente. Terminato lo spettacolo, senza aspettare l'uscita della duchessina dal teatro, si avviò verso casa: un quartierino mobiliato ch'egli teneva a pigione, e che durante le sue lunghe assenze affidava alla custodia d'un vecchio servitore di sua madre.
L'indomani, alle due, il marchese di Vharè domandava al portiere dei
Della Valle, se la contessa era in casa, e se poteva riceverlo.
—È in casa di certo, ma non so se riceve.
—Andate a vedere.
Il portiere uscì nella corte e suonò un campanello, che fece spuntare la testa d'un servitore alla vetrata della galleria del primo piano.
—La padrona riceve?—gli gridò il portiere.