—Quando è arrivata?
—L'altro giorno.
—Che seccatura! Ci fosse almeno un cane che la sposasse!
—Adesso si tenta esplorando la provincia; ed io devo godermela a tutto pasto.
—Perchè ti accomoda!
—Sei carino!… Sono io, vero, che comanda? Oh, se potessi fare a modo mio, almeno un giorno!…—E Lalla sospirò con la rassegnazione della vittima.
—Tu, per altro, avresti potuto liberartene con qualche scusa.
—Non sei contento di me?
—Niente affatto.—Così dicendo, Giacomo si alzò imbronciato, lasciando Lalla sola sul canapè e andò a guardare alla finestra.
—Vedi, come sei?—mormorò Lalla, con una vocina piena di lagrime.—Vedi come sei? Io mi ero fatta una festa pensando di stare un'ora con te—io e te, soli, finalmente!—dopo tanti giorni che non ci vedevamo; ho preparato quest'ora, tutta nostra, con mille noie, con mille artifizi, che tu bene sai quanto mi costino, col mio carattere… Ero così contenta, così allegra, e tu adesso… guasti tutto! Ma, per altro, mi vendicherò, non dubitare! Avevo una bella cosa da dirti, e invece, non te la dirò, ecco, perchè sei proprio cattivo, cattivo, cattivo!