—Ebbene… quando ti ho lasciato a Roma ho pensato fra me: adesso bisogna fare un esperimento… Sai bene?… il rimorso…
—E che hai pensato?
—Ho pensato: se in questi giorni sento di poter vivere sopportabilmente, senza di lui, se riesco qualche volta a dimenticarlo, a non averlo sempre così vivo dinanzi agli occhi, allora… allora quando egli arriva a Borghignano, non mi lascio più vedere.
—Brava; benissimo!
—Mi confesso, dunque devo dire tutta la verità.—Allora pregherò Giorgio di condurmi via l'estate senza dir dove; Giacomo pure mi dimenticherà, ed io potrò ritornare buona, potrò ascoltare i consigli della mamma e potrò vivere senza rimorsi. Pur troppo invece…
—Invece?…
—Invece ho capito che…
—Che cosa?
—Ho capito di volerti più bene… di quanto credevo! Giacomo la serrò stretta sul cuore: Lalla si allungò, quasi strisciando, e gli baciò la bocca.
Erano i primi baci ch'ella gli dava; ma adesso non aveva paura di lui, sapeva di dominarlo bene e ci si arrischiava. Di più, Lalla, sentiva ancora sulla propria bocca il contatto delle labbra viscide di Pier Luigi e le pareva, così, di cancellare quell'impressione disgustosa. In quei giorni si era anche facilmente persuasa che il bacio non era poi questo gran peccato, se uno zio non si peritava di darne alla moglie di suo nipote.