—Senti, carina mia, tu non ci tieni molto alle visite del Vharè?…

—No.

—Ebbene, in tal caso, puoi fare un piccolo sacrificio alla tua mamma: quel Vharè, mandalo a spasso! Sarà un capriccio, ma che vuoi!… si può accontentare la mamma anche in un suo capriccio. Quando eri bimba io ne ho appagati tanti de' tuoi!—e Maria le sorrise teneramente.

—Ma… Come si può fare?… Metterlo alla porta? Egli non me ne ha dato nessun motivo.—Lalla capiva che non doveva ostinarsi, che doveva cedere, o almeno fingere di cedere, per non compromettersi.

—Fa, come ho fatto io. Veniva da me con troppa frequenza e la cosa non mi accomodava perchè veniva sempre quando c'eri anche tu; ebbene, ho dato ordine che gli dicessero alla porta, per due o tre volte, che non ero in casa… e non è più venuto. Se così ti par troppo, gli puoi far dire che hai fissato di non ricever più fino al tuo ritorno dalla campagna. Tanto, tra un mese, andiamo via tutti.

—Buona ragione… per anticipare la noia d'un mese!

—Ma santo Dio!… Si direbbe, a sentirti parlare, che non sei innamorata di tuo marito!

—Innamoratissima, mamma cara, ma non l'ho sposato per morir d'amore!

—Come rispondi a sproposito, certe volte!… Dovresti sentirti orgogliosa di tuo marito…

—Lo sono tanto, ma…