—Dovresti essere felice solamente per lui e con lui, non dovresti domandare, non cercar più nulla, non pensare più ad altro, dovresti sentirti gelosa contro tutto ciò che potesse togliertelo per un'ora soltanto, che…

—Oh! oh! quale entusiasmo, mammina cara!

Maria tacque d'improvviso, arrossendo.

—Eppure—continuò Lalla,—che vuoi?… Non mi pare tu abbia sempre riscontrato in Giorgio le virtù più sublimi.

—Non capisco!…

—Volevo dire che… non sono senza memoria. Mi ricordo quando eravamo fidanzati. Tu non eri, certo, la più contenta, di noi tre. Mi ricordo che ti mostravi pochissimo espansiva; e una volta, che io ho desiderato ch'egli ti abbracciasse, tu, quasi, volevi buttarti giù dalla carrozza.

Maria senti stringersi il cuore e non potè trattenere le lacrime, e allora fu Lalla, che l'abbracciò, che cercò di consolarla, che le promise di fare sempre e in tutto ciò che la mamma le avrebbe consigliato. Non le conveniva disgustarla e temeva, persuasa com'era della poca simpatia di sua madre pel conte Della Valle, di aver fatto male mostrando di averci badato.

Lalla e il Vharè si trovarono insieme poco dopo e fu convenuto, fra di loro, ch'egli diraderebbe le visite; anche Giacomo capiva bene che, per il momento, bisognava usare molta prudenza. Si sarebbero incontrati qualche volta, si sarebbero veduti la sera al teatro, o al caffè… Ma fra un paio di mesi, si troverebbero liberamente a Roma… A Roma dove Lalla doveva ritornare con suo marito, per la riapertura della Camera. Quanta felicità allora!… Sì; bisognava essere prudenti per non arrischiare di perderla.

Giacomo, intanto, voleva almeno approfittare dell'occasione; voleva indurla a scrivergli direttamente; ma non ci fu verso. Lalla aveva paura; era troppo tenuta d'occhio; potevano sorprenderla da un momento all'altro. No, no, non avrebbe mai avuto il coraggio di mettere lei, colle sue proprie mani, una lettera in buca!… Da che aveva imparato a scrivere, consegnava le lettere al servitore, il quale le rimetteva, colle altre della casa, al maggiordomo, e il maggiordomo, due volte al giorno, le portava alla posta. Pensandoci solamente di doversi fermare vicino alla cassetta per gettarvi dentro una lettera, si sentiva diventar rossa dalla vergogna. Le pareva che tutti dovessero guardarla e ghignare, dicendo fra di loro:—quella lì, manda una lettera all'amante!—Insomma, la ripugnanza era più forte di lei; no, no; era impossibile!…

—Questo… come il resto… tutto prova che non mi vuoi bene;—rispondeva il Vharè secco secco. Lalla cercava di persuaderlo del contrario, ed egli a lungo andare non aveva più il coraggio d'insistere, sebbene sentisse che quella donnina non era ancor sua, che non la teneva ancora ben stretta fra le sue mani e che, anzi, da un momento all'altro gli poteva sfuggire.