Il Della Valle, dinanzi alla pronta ubbidienza e al dolore di Lalla, si era calmato pienamente. Egli temeva, anzi, di essere stato troppo severo; e accompagnando Maria, quando se ne andò, fino alla carrozza, se ne scusò anzi con lei, ringraziandola del suo affetto, baciandole e ribaciandole la mano, con tenerezza affettuosa.
Si era combinato, che i Della Valle sarebbero andati in campagna subito, il giorno dopo, e che Maria e il Duca li avrebbero raggiunti nella settimana. Appunto, per essere tutti uniti, anche gli sposi andavano a Santo Fiore: questi, per altro, nel Villino che Giorgio Della Valle aveva comperato dal Vharè.
Ma quella sera la duchessina, già spogliata e inginocchiata, in camiciuola, accanto al letto, non finiva mai di dire le sue orazioni. Giorgio, coricato, leggeva serio la gazzetta; ma stava attento a Lalla che non si moveva, e però, ad un certo punto, si accorse che piangeva… che singhiozzava.
—Animo, Lalla—le disse allora con dolcezza;—non c'è ragione di piangere. Io non sono in collera con te, lo sai bene.
Lalla baciò le sue madonnine, si asciugò gli occhi, poi in fretta, saltò nel letto, ma tenendosi affatto sulla sponda, dalla sua parte, il più lontano possibile dal marito, e senza guardarlo, senza dire una parola.
Giorgio buttò via il giornale, e si tirò lui più vicino, ma Lalla continuò a non guardarlo, rimanendo immobile cogli occhi spalancati.
—Animo… via, non voglio vederti a piangere, mi fa pena;—e si piegò per darle un bacio, ma Lalla gli puntò contro il petto le sue braccia tese, così fortemente, che sembravano di ferro.
—No,—gli disse,—non mi devi più baciare, dal momento che non mi vuoi più bene.
—Ma no, cara! Ti voglio tanto tanto bene, ed è per questo che…
—Oh, se tu mi amassi davvero, mi stimeresti anche, e non avresti creduto subito alle bugie di un cattivo; perchè c'è stato un cattivo che ha voluto metter male fra di noi.