—Ti amo!… ti amo tanto!
—Adesso, mi ami… ma oggi, no; oggi non mi volevi più bene!
E… e non ci fu verso. Giorgio dovette rassegnarsi e cominciò a credere di essere proprio lui dalla parte del torto.
Il giorno dopo Giacomo di Vharè chiese due o tre volte al suo vecchio servitore se erano stati mandati dei libri: nulla; non era arrivato nulla. Nella mattina della domenica (la domenica dell'appuntamento) nemmeno; alle tre tornò a casa: poteva esser capitato qualche avviso, ancora all'ultimo momento…—non c'era niente! Allora, ormai sicuro che l'incontro del venerdì non aveva avuto cattive conseguenze, si avviò tranquillamente a casa Della Valle.
—C'è la contessa?—domandò al portinaio; ed era tanto sicuro di trovarla in casa, che si avviò diritto verso la scala, senza aspettare la risposta.
Ma invece il portinaio gli corse dietro gridando:
—Nossignore! Nossignore! non c'è nessuno!
—Come?… Non è in casa la contessa?
—Non c'è nessuno.—I padroni sono andati in campagna, a Santo Fiore.
—Per tutto il giorno?…