—Oh, buon giorno, marchese.
—Si possono aver notizie della contessa Della Valle?
—Sta benissimo, grazie.
—Vi pregherò di presentarle i miei omaggi.
—Grazie, marchese!
Giorgio era stato più amabile del solito col Vharè, e per poco non lo invitava a Santo Fiore!… Per Dio, il conte Della Valle, certo non aveva l'aria di far morire sua moglie, o di tenerla relegata nel fondo di una torre come un tiranno del Medio Evo!… Dunque? Che cosa pensare? Qualche cosa era accaduto, ad ogni modo, ma nulla di serio, nulla di grave. Dunque?… Era Lalla la leggera, la civetta, la perfida!… Era lei che si era messa a scappare alla prima scaramuccia!… Sicuro… Lalla non amava, non sapeva amare!… Innanzi al primo pericolo, il suo amore, così pieno di giuramenti e di promesse, svaniva a un tratto e tutto dimenticava, anche quell'uomo che soffriva per lei e che con una parola, con una sola parola ella avrebbe potuto illudere e consolare. No, non aveva cuore, come non aveva sangue: egli ne aveva sempre dubitato; adesso ne era sicuro.
Una sera, poco tempo dopo, egli seppe a teatro, dalla Calandrà, che la contessa Della Valle si divertiva in campagna, ch'era allegrissima, che vedeva molta gente e che spesso facevano gite a cavallo e combinavano cacce alla volpe, numerosissime. La Calandrà, non potendo riuscire ad ottenere le confidenze di Lalla, voleva tentare di avere quelle del marchese, e perciò gli parlò lungamente, con aria di mistero, della duchessina, promettendo a Giacomo che gli avrebbe fatto sapere quando sarebbe ritornata a Santo Fiore.
—Grazie, molte grazie!…—rispose il Vharè, senza mostrare di aver capita la generosa offerta della Calandrà.—La pregherò soltanto di ricordarmi particolarmente ai d'Eleda e ai Della Valle.
Quando il Vharè ritornò a casa e si chiuse nella sua camera, gli pareva di soffocare; aveva la gola secca e il cuore gonfio. Cominciò per svestirsi, ma poi d'un tratto, si buttò sopra una poltrona, ch'era a' piedi del letto, piangendo come un ragazzo.
Ma con quelle poche lacrime sgorgò dal suo cuore tutto quanto vi era di gentile e di nobile; con quelle poche lacrime si consumò tutto il suo dolore, tutto il suo amore… ed egli non sentì più altro per la duchessina che dispetto e disprezzo.