—Sì,—borbottava,—ne convengo! mi hai giocato bene!… Sei stata più furba di me, e sei la sola che può vantarsi di avermi ingannato!… Ma chi avrebbe indovinata la tua perfidia sotto quell'apparenza timida e pudibonda? Ma… chi sa?… ride bene chi ride l'ultimo. Chi sa?… chi sa?…
A questo punto il marchese Giacomo di Vharè, che aveva finito di svestirsi, si cacciò nel letto, e poco dopo si addormentò profondamente.
XXV.
A Santo Fiore, in questo frattempo, era successo un fatto molto importante: nientemeno che la signora Veronica e la bella Ottavia… erano rimaste incinte tutte e due, con grande contentezza e meraviglia del signor Domenico e del signor Niso, ai quali le rispettive consorti non avevano mai concesso un tanto onore.
Il nuovo segretario comunale, succeduto al povero Frascolini, morto da qualche mese, un giovinottino della città, tisicuzzo, giallo, biondo e un po' gobbetto, ma ricco di cuore e d'un pince-nez, era riuscito a rappattumarle fra di loro, tanto che adesso, tutt'e due, la Minerva e la Venere del paese, facevano disegni in comune, pei loro nascituri, e volevano essere chiamate zia, l'una e l'altra, dal rispettivo bébé dell'amica. Era un divertimento per tutto Santo Fiore quando la brigatella andava insieme e d'accordo per istrada, a fare la passeggiata igienica del dopo pranzo. Camminavano adagio adagio; ma il gobbetto rimaneva in mezzo, quasi nascosto dalle donne e dall'Omnibus, gazzetta di Borghignano che egli teneva spiegata, leggendone ad alta voce l'appendice. La bella e maestosa Ottavia, dondolante, la pancia gravida che risaltava sotto un grembiule scarlatto, voleva far la bambina, la vergognosetta, e arrossiva, frignando, ad ogni scherzo che le veniva diretto. E a quelle allusioni, quando il signor Niso si trovava presente, arrossiva anche lui, per una contentezza fiera e modesta. La signora Veronica, invece, superba del suo stato, camminava colla testa alta, la faccia arcigna, lanciando certe occhiate che dardeggiavano e parevan dire a tutti quelli che incontrava:—Fate altrettanto, se ne siete capaci!…
Ma, tuttavia, questo duplice e fortunato avvenimento, non era la sola novità importante di Santo Fiore: c'era ben altro!…
Sandro Frascolini era ritornato al paese, appunto in que' giorni, per raccogliere l'eredità paterna (una decina all'incirca di mille lire); e intanto, non volendo perdere il suo tempo, si dava attorno tentando di fondare il Circolo democratico degli Operai Agricoltori e cercava azionisti per un suo giornale politico di là da venire: L'Amico del Contadino. Il Frascolini, adesso, l'aveva a morte coi nobili e coi preti, ch'egli chiamava sepolcri imbiancati, poi prendeva spesso la sbornia, portava la cravatta rossa, il cappello alla Lobbia e usciva sempre con un nodoso bastone.
Egli aveva dovuto abbandonare il canto per la politica, dietro il consiglio di un classico pugno che aveva preso in un occhio, per amori e gelosie del dietro scena. Era però sempre un bel giovane, anche con un occhio solo; il vuoto lasciato da quell'altro, che se n'era ito, lo teneva nascosto con una benda di seta oscura. I crapuloni, gli oziosi e le birbe lo portavano in auge; ma aveva perduta la stima delle persone dabbene. Il signor Domenico, per esempio, il sindaco, gli aveva levato il saluto. Il medico e il veterinario lo schivavano, e il maresciallo dei carabinieri gli teneva gli occhi addosso. In quanto al signor Niso… Il signor Niso lo salutava sempre, ma poi se ne scusava, sospirando, colla moglie, che non voleva—vergogna!—e lo strapazzava per quella sua debolezza.
Invece don Vincenzo soffriva una gran paura del Frascolini, e quando usciva dalla canonica, faceva sbirciare dal nonzolo se lo scorgeva sulla piazza, e se c'era, sgattaiolava dalla porticina di dietro. Il Frascolini non lo insolentiva, e non lo minacciava: soltanto si levava il cappello, e inchinandosi profondamente gli gridava dietro ad alta voce:—Mi saluti la signora, reverendo!
La Veronica e l'Ottavia incontravano spesso il Frascolini nelle loro passeggiate, ma era tal e quale come se non lo avessero mai conosciuto. Tiravano via diritto, la Veronica guardandolo fiera, minacciosa, a testa alta, la Ottavia abbassando gli occhi, pudicamente, e stirandosi il gonfio grembiule colle mani. Quando poi erano passate innanzi, si scambiavano un'occhiata di sopra al piccolo segretario, il quale, alla vista dell'ex tenore, parea volesse nascondersi tutto dentro la gazzetta. In quanto al Frascolini, egli non ci badava, nemmeno per riderne! Si sentiva salito troppo in alto per occuparsi delle signore di Santo Fiore!