La duchessina, lo stesso primo giorno ch'era arrivata in villa, lo vide subito, fermo sulla piazza della Stazione; ma, sul momento, non lo aveva nemmeno riconosciuto. Gli fu indicato da miss Dill, la quale era andata incontro alla contessa Della Valle, componendosi sulle labbra una smorfia, un sorriso, col quale voleva esprimere tutto il suo giubilo; ma invece, in fondo al cuore, la miss era molto seccata pel ritorno della duchessina. Ormai ci avea preso troppo gusto a spadroneggiare a Santo Fiore e ad essere libera de' fatti suoi.
A Lalla la vista del Frascolini non fece nessuna impressione; tant'e tanto, a lei non poteva far nulla di male!… La sua figura plebea, gli stessi ricordi dell'ultima scenata ch'egli le aveva fatta a Borghignano, tutti insomma i molti ricordi di quella scappatella sentimentale, s'erano via via dileguati dal suo animo, alla stessa guisa che i primi tepori d'un bel mattino d'autunno fanno dileguare dai cristalli della finestra i fantastici rabeschi, i fregi bizzarri che la nebbia e il freddo della notte vi avevano disegnati.
D'altra parte il Frascolini, per qualche giorno, non si lasciò vedere dalla duchessina; egli invece si ubbriacava più spesso, e le sue sfuriate contro le carogne aristocratiche si facevano più irose, più violente. Adesso aveva imparato a memoria lunghi brani dei Misteri del Popolo di Eugenio Sue, e spesso ripeteva le profetiche invettive dei figli di Gioele, il brenn della Tribù di Karnak, spacciandole come roba sua. Durante quelle sfuriate stringeva i pugni, si mordeva le dita, e schizzava foco dal suo occhio vivo, iniettato di sangue, con un'espressione di rancore, di odio, di ferocia, da non lasciare in lui nessuna traccia del buon Guglielmo (quello dei Due Sergenti) che tante lacrime aveva fatto spargere alle sensibili donnine di Santo Fiore. Ma, con tutto ciò, Sandro Frascolini non mostrava molto coraggio contro la casta esecrata: tutt'altro!… bastava ch'egli udisse, mentre stava predicando in piazza, la sonagliera dei due poney della contessa Della Valle, perchè fuggisse via, come un cane scottato!
Un giorno, per altro, rimase preso, lì, su due piedi, quando meno se l'aspettava. La contessa usciva dal palazzo a braccio di Giorgio per andare a salutar don Gregorio, e Sandro la vide passare vicina, tanto vicina, da udire ancora una volta il timbro della sua voce, tanto vicina, da vederla ancora una volta nella sua personcina vaga, sottile, tutta bianca e odorosa come un fiore, con quegli occhioni grandi e modesti…
Tutti s'inchinavano umili e riverenti; ella passava via leggera, tranquilla, simile alla visione di un sogno.
E dire ch'egli l'aveva stretta fra le sue braccia quella creatura superba che sembrava una regina!… e dire ch'egli l'aveva baciata in bocca, ch'egli le aveva cacciate le mani nei capelli, ch'egli avea confusa la sua propria colla voluttà di quella creatura vereconda… che sembrava una madonna!…
Quell'incontro di Lalla, inasprì la ferita sempre aperta. Sandro tentò di ubbriacarsi, prima col vino, poi co' liquori; ma non ci riuscì. Rimaneva freddo, cupo, coll'immagine di Lalla fissa dinanzi agli occhi. Imprecava contro di lei, la malediva, la copriva d'insulti, ma Lalla gli sorrideva cogli occhi languidi, la bocca umida, socchiusa, dalla quale usciva l'alito caldo e profumato, che gli risollevava nel sangue il ricordo dei fremiti lunghi e voluttuosi di quel suo corpicciuolo morbido di sensitiva. Sparuto e taciturno, viveva solo, lasciando in pace, per il momento, tutti i figli di Gioele, il brenn della Tribù di Karnak. Sfuggiva gli amici, i soci, i camerati, e mancò più di una volta alle sedute del Circolo democratico degli Operai Agricoltori.
Lalla aveva l'abitudine di ritornare da Santo Fiore al Villino tutte le sere a piedi, dopo di aver preso il perdono in chiesa, con miss Dill e con don Vincenzo. La strada, larga e dritta, era tutta chiusa da folte siepi di pruno selvatico, rese più fitte dagli ontani che vi si spesseggiavano. Solo ad una metà circa del cammino, venendo dal paese, le siepi erano aperte da due passaggi, l'uno di contro all'altro, che mettevano nei campi.
Lungo quella strada non s'incontrava mai anima viva: una sera Lalla sentì camminare al di là delle siepe, ma non vi fe' caso. La sera dopo, invece, avvicinandosi dove si apriva il passaggio, appoggiato ad uno de' cancelli vide un uomo fermo, immobile, colle braccia incrociate sul petto. Lo indicò agli altri e lo riconobbero subito: era Sandro Frascolini, Si consultarono a bassa voce: tornare indietro non si poteva, dunque, per amore o per forza, bisognava tirare innanzi e passargli proprio sui piedi.
Lalla aveva una gran paura, il cuore le batteva fortemente, e colla coda dell'occhio guardò se il Frascolini si levava il cappello, perchè gli avrebbe fatto anche lei, di ricambio, un salutino gentile, tanto per non irritarlo maggiormente. Ma il Frascolini non si mosse.