—Addio, Nino; vieni presto.
Il conte Della Valle se ne andò col suocero.
Lalla non sapeva, davvero, dove il Vharè si fosse nascosto; non lo vedeva più. Tuttavia, lo sentiva… Era lì… lo sentiva. Era lì presso… aspettando il momento di trovarla sola. Il quartierino della contessa Della Valle era un po' alto; essa cominciò a salire le scale adagino, con un'indolenza fiacca e cascante, poi, quando giunse al primo piano, si fermò un poco, come per riposare, indugiandosi nella Sala di lettura, ordinando alla Nena di precederla, di accendere la lucerna ed il fuoco e di preparare il bouilloire per il thè. Rimasta sola, si era appena messa a sfogliare l'Illustrazione, quando Giacomo le comparve dinanzi.
—Contessa, le domando perdono della libertà che mi prendo, ma avrei qualche cosa di suo da restituirle.—Così dicendo egli s'era tolto ed offriva a Lalla l'anello del Frascolini.
Lalla lo prese, lo guardò, sospirò, poi, colla testina bassa, senza alzare gli occhi, prese la mano di Giacomo e tornò ad infilarvi l'anello.
—Cattivo!… Mi dia il braccio. Mi sento stanca, stanca….
Egli non si mosse: la guardava serio, fisso. Ma Lalla gli si avvicinò, e passando il suo braccio sotto il braccio di lui, cominciarono a salire insieme lentamente.
Lalla doveva essere davvero molto stanca, perchè si appoggiava tutta al braccio di Giacomo, fermandosi ancora, ad ogni ramo di scala, con atteggiamenti pieni di amorevolezza; e siccome, ad un certo punto, Giacomo si fermò risoluto, come per domandarle conto del suo abbandono:—Ho avuto paura,—ella gli disse.—Dio, Dio: credevo morire dalla paura. Ero sola: li avevo tutti contro di me… Più tardi, mi sarei arrischiata a farle avere mie nuove, ma lei… lei, dov'era andato?—E non aggiunse altro; capiva bene d'essersi abbastanza spiegata e giustificata.
Quando arrivò sull'uscio del suo piccolo quartierino si sciolse dal braccio del Vharè, entrò, attraversò l'anticamera, seguita da quell'altro, sempre un po' imbronciato, e si fermò nel salotto: la Nena aveva accesa la lucerna, che da una campana smerigliata diffondeva una luce ristretta e tranquilla. Sul caminetto i fastelli scoppiettavano levando una vampa viva, mobilissima; sul tavolo, in mezzo alla stanza, una fiamma azzurra, debole, incerta, faceva grillettare l'acqua del thè.
Lalla sciolse lentamente i lunghi nastri del cappellino, che la Nena portò nell'anticamera; ma lo scialle volle tenerlo, perchè aveva, freddo, e finalmente con un lungo—ah!—di soddisfazione, potè sdraiarsi sulla lunga poltrona accanto al caminetto.