Sandro l'ascoltò attentamente, fermandosi su due piedi, per paura di perdere una sillaba; e lì, sotto quelle piante che rendevano più ingombra la luce cupa della sera, anche il suo occhio di vetro pareva animato da una gioia selvaggia.

—Per la Madonna!—ghignò concitato quando la Nena ebbe finito di parlare.—Adesso non mi scappano più! No!… ci sono caduti nella rete, ci sono caduti!

—Gesù mio! Che cosa dici?… che cosa intendi di fare?…—esclamò la
Nena spaventata.

—Ciò che voglio fare non ti riguarda.

—Ma la mia padrona?

—Non ci devi pensare.

—No, no. Sandro, non voglio; non voglio che tu le faccia del male.
T'ho contato tutto, perchè ero gelosa, ecco, non per altro.

—Oh, non l'amo, no. Sta tranquilla che non l'amo e ne avrai presto la prova.

La Nena, sbigottita, cominciava adesso ad aprire gli occhi e per la prima volta si fermava nella sua corsa vertiginosa per riflettere, per misurare tutte le conseguenze di quell'atto infame, commesso da lei durante uno stordimento che l'avea spinta, trascinata giù giù, in fondo all'abisso, senza ch'ella nemmeno se ne fosse accorta. Allora, colle punture del rimorso nel suo cuore sconvolto dall'amore, ma non ancora pervertito, tornò a ridestarsi tutto l'affetto per la duchessina, la gratitudine per tutto ciò che le doveva; e pregò, supplicò Sandro di acquietarsi, di perdonare alla signora contessa, di promettere, di giurare che non le avrebbe fatto del male. Ma Sandro, le mani in tasca, il capo basso, il cappello calato sul naso, invece di lasciarsi commuovere e di rispondere, si era messo a fischiare la Marsigliese; e la durò così, ingrugnito, quanto fu lunga la passeggiata, finchè venuto il momento di tornare a casa, tentò di cavarsela salutando in fretta e filando via. Ma la Nena gli corse dietro e non lo lasciò, e Sandro dovette promettere che l'indomani si sarebbe trovato in ufficio a mezzogiorno per aspettarla e che, frattanto, non avrebbe tentato nulla contro nessuno.

La poveretta arrivò a casa più morta che viva: era sbalordita, tremante, coll'angoscia paurosa di chi ha commesso un delitto. Quella sera, per giunta, la signora contessa fu con lei ancora più buona del solito; e quando ebbe finito di svestirla, le regalò una cappotta, sulla quale Lalla sapeva che la sua cameriera teneva l'occhio da un pezzo. La Nena si sentì stringere la gola nel ringraziarla, e quella veste le pesò sull'anima come fosse di piombo.