La Nena, non potè resistere a quest'ultimo urto; non potè lottare, e coll'abbandono disperato del naufrago che non ha più lena di opporsi contro l'onda che lo percuote, che lo trascina, cadde ai piedi di Maria e singhiozzando le svelò ogni cosa.
Maria, nello stesso tempo che a quelle parole si sentiva stringere il cuore come in una morsa, trovò pure tanto coraggio, tanta energia, quanta non ne aveva avuta mai. Vide, capì soltanto, che sua figlia era in pericolo, e non pensò più che a salvarla. Si fece ripetere dalla Nena tutto ciò che aveva saputo dal Frascolini, poi le ordinò di ritornare a casa e di mostrarsi con tutti tranquilla e indifferente. Si sarebbe abbandonata più tardi alle lacrime ed ai rimorsi, quando la sua padrona fosse stata al sicuro. Per quella madre, Sandro, il Vharè, la Nena erano tutti colpevoli, odiosamente colpevoli, ma sua figlia no, o, almeno, non pensava alla sua parte di colpa; sua figlia non la vedeva altro che in pericolo. Corse nella sua camera, si buttò addosso una mantelletta nera, un velo fitto sugli occhi, e si avviò verso la casa del Vharè. A che fare?… Non lo sapeva nemmeno; ma se non avesse potuto salvare sua figlia l'avrebbe difesa, l'avrebbe protetta, se la sarebbe portata via: era sua, non era di nessun altro. Lalla, sua figlia; era sua.
Maria aveva saputo dove il Vharè stava di casa, poco tempo prima, quando successe lo scambio dei biglietti di visita fra il marchese Giacomo e il duca Prospero, per la morte dello zio.
Risoluta, con passo fermo, sicuro, non sentendosi più nemmeno ammalata, arrivò alla casa del Vharè. Appena dentro alla porta, in fondo alla scala, c'era di guardia il vecchio servitore di Giacomo.
—Da che parte si va dal vostro padrone?
—Non è in casa—rispose l'altro, un po' turbato.
—E in casa, è in casa. Accompagnatemi dal vostro padrone, subito.
Andate, presto!… Andate avanti; dov'è?
Il vecchio, a quelle parole e a tanta fermezza, non ebbe il coraggio di opporsi e non sapeva che fare. Ad ogni modo, pensò che doveva avvertire il suo padrone di quanto accadeva; corse su per le scale, aprì l'uscio in fretta, ma in quel punto Maria, che lo aveva seguito, con una spinta lo allontanò dalla porta ed entrò con impeto, mentre l'altro gridava per dare l'allarme:—Padrone! signor padrone!
Il Vharè si presentò subito a Maria, ma questa non ebbe il tempo di dirgli nulla: sentì un grido che le schiantò il cuore.
Era stato il grido di Lalla, che aveva riconosciuta sua madre.