—Sì, signora duchessa. Ora me ne ricordo. Sta in via dei Fiesolani, in quel palazzone vecchio, di faccia alla chiesa di San Filippo.

—Va bene. Gli porterete questa lettera. Se non è in casa, aspettate che ritorni; ma non dovete consegnarla che nelle sue mani.

Rimasta sola nuovamente. Maria raccolse le carte, le buste, le penne sparse sullo scrittoio, e le richiuse in una piccola scatoletta intarsiata.

Ma, in questo punto, un pensiero che le giunse improvviso le fece prima corrugare la fronte; poi le sue guance, quasi sempre pallidissime, diventarono rosse, di bragia, e corse ella stessa in cerca di Giacomo, fin nell'anticamera.

—Lorenzo è già andato?…—domandò al servo affannata.

—Sì, signora duchessa.

—Correte presto! fermatelo! Ch'egli ritorni qui sul momento!

Non aveva terminato di parlare, che già il servitore, fatta a salti la scala, usciva di casa, e dopo pochi minuti, che a Maria, la quale stava ansiosa ad aspettare dietro i vetri della finestra, sembrarono eterni, ritornava indietro con Lorenzo, il quale teneva ancora tra le mani la lettera per il conte Della Valle. Maria, vedendola, respirò liberamente.

—Devo aspettare?—domandò Lorenzo, quando ebbe ebbe restituita la lettera alla duchessa.

—No, non occorre, andate pure.