Maria non vedeva l'ora di trovarsi sola, e tentava ogni via perchè terminasse la conversazione, mentre il duca faceva del suo meglio per tirare innanzi. Egli lo sapeva pur troppo: se fosse andato a letto prima del solito, non avrebbe più dormito. Solamente quando le dieci e mezzo suonarono all'orologio della sala, egli disse alla moglie:—Vuoi ritirarti, cara?… Sei stanca, avrai bisogno di riposarti.
Il capitano si alzò e accompagnò la duchessa sulla porta della cabina, dov'era aspettata dalla cameriera. Maria la licenziò quasi subito, si chiuse a chiave… e finalmente, dopo tante ore di martirio, era sola. Allora quasi fosse soffocata dalle vesti, se le strappò dal petto, e prorompendo in un pianto secco… in un singulto, in uno schianto senza lacrime, cadde prostrata in ginocchio mormorando:—Dio! Dio mio! fatemi morire!… fatemi morire!…—E così rimase tutta la notte gemendo e singhiozzando rannicchiata, colla febbre, in un cantuccio della cabina.
II.
Nobile, ricco, tutt'altro che imbecille, coll'aureola dell'uomo pubblico. Prospero Anatolio aveva avuto tutti i requisiti per essere fortunato in galanteria; invece colle donne egli non era stato mai un Cristoforo Colombo… solo qualche volta un Amerigo Vespucci. E ciò non per altro che per un difetto di pronuncia; difetto che non gli era abituale, ma che gli si faceva pur troppo sensibilissimo quando si trovava vicino a una donna che gli piaceva.
Il povero duca, che fra gli amici parlava spedito, che nel Consiglio Comunale godeva fama di eloquente, quando si metteva a far la corte alle signore si confondeva, ciangottava fra i checchechè e i chicchichì, e invece di un sorriso di aggradimento, otteneva una risatina di buon umore.
E a proposito della balbuzie intempestiva del duca d'Eleda, nel gran caffè di Borghignano si raccontava certo fatterello piuttosto piccante.
Un giorno, alla Camera, il duca d'Eleda doveva fare un lungo discorso sul nuovo trattato di commercio tra l'Italia e il Belgio.
Il nome del relatore, nuovo alle battaglie parlamentari, la importanza della tornata, avevano popolata l'aula e le tribune. Il duca incomincia a discorrere. La sua parola chiara, facile, senza affettati ghirigori, correva spedita e ascoltata, quando nella tribuna, fra le signore, comparisce madamigella Blasch, che aveva da poco tempo sostituita la Clarence-Lory nella troupe del Maynadier.
Fra questa giovane virtuosa… di canto e il neo-deputato esisteva da poco tempo un'intimità molto sospettata. Era una tentazione… superlativa, madamigella Blasch, e vestiva, in quel giorno, un abito di velluto turchino-mare molto attillato. Il volto aveva freschissimo, le labbra tumide, l'occhio stanco. Il duca la vede… Che cosa mai gli ricorda quella donna? Non si sa; ma da un momento all'altro l'agitazione s'impossessa di lui, la paura del pericolo lo confonde, perde la parola, il pensiero divaga, egli impallidisce… è perduto! Allora cocotoni, cu-cuoi, co-commercio, e i prodotti d'esportazione e d'importazione passano fra le risa e i commenti degli onorevoli.
Intanto Prospero Anatolio passava la trentina, e sua madre venendo a morire gli balbettò un nome e una preghiera. La preghiera di finirla con la sua vita da scapolo, il nome della signorina Maria di Santo Fiore.