Quel poggio che si chiamava appunto il Poggio dei platani, era adiacente ad una delle fattorie del marchese, dove questi si era recato assai di buon'ora con due periti per fare una stima.

—Ohè! la corsa!—esclamò un di loro, quando udì il rumore sordo, monotono che la precede.

—Sicuro; è l'omnibus di Venezia.—Così dicendo il Vharè puntò lo sguardo per vederlo passare; ma vide invece Maria, che a briglia sciolta saliva l'erta e penetrava, nascondendosi al di là del Poggio dei platani.

—La duchessa? Aspettate un momento, vado e torno,—e l'incorreggibile vagheggino, ch'era pure a cavallo, in due galoppate l'aveva raggiunta.

Maria non avrebbe potuto lasciar partire a quel modo il conte Della Valle senza prima concedere a sè stessa di rivederlo ancora, un'ultima volta.—Lo aspetterò là, al Poggio dei platani,—aveva detto tra sè, e con questo patto trovò un po' di sollievo. Ma adesso, a mano a mano che quel punto nero s'ingrandiva avvicinandosi, un timore, ch'era un'angoscia, le strinse il cuore; e quando quel punto nero diventato un mostro gigantesco, velocemente attraversava la via, il suo timore si mutava in una preghiera appassionata, fervente.—Fate, mio Dio, fate ch'io possa rivederlo, rivederlo ancora per un'ultima volta;—e Iddio, commosso a tanta virtù e a tanto amore, esaudì la poveretta.

—Eccolo! è lui! addio, addio, Giorgio, addio!

—Duchessa, i miei complimenti! La sua apparizione mi fa pensare a
Diana, e al bel tempo antico!

—Ah!… lei, marchese!… mi ha fatto paura!

Il Vharè lo credette e spiegò colla paura il tremito, il rossore, il seno palpitante di Maria. Lorenzo, i due periti, i contadini, rimanevano intanto nascosti dietro una siepe, nella prateria sottoposta: ecco in qual modo la duchessa d'Eleda e il marchese di Vharè apparvero a Giorgio soli, riuniti come a un ritrovo.

Il fatto però, nemmeno per caso, non si ripetè più, nè poteva ripetersi: il Vharè, terminati gli affari, ripartì subito per Monte Carlo, e per molto tempo non ritornò a Santo Fiore. Il conte Della Valle, invece, non si rivide mai più. E questo avvenne per due perchè: perchè glien'era passata la voglia col primo viaggio, e perchè poco dopo, a cagione delle lotte elettorali, si ruppe fra lui e il d'Eleda la buona amicizia.