—Finalmente! temevo non si prendesse altro che emicrania, con questa puzza!—e, per vederci meglio la miss forbiva il pince-nez col fazzoletto. Tutti tacevano, raccolti attorno al finestrino. Lalla aveva preso sotto il braccio Musette perchè stesse ferma, gli zimbelli ritornarono in ballo:—Zitti, ecco ci sono—e Sandro facendo guizzare, per lo spavento, miss Dill, che non sapeva di che si trattasse, tirò con forza lo spauracchio.
—Presi!—gridò Nando correndo fuori del casotto, con Musette fra le gambe.
—Aspettate! aspettate! Vengo anch'io! Voglio vedere, povere bestiole!—e la zitellona corse fuori tenendosi alzato l'abito con tutte due le mani.
Intanto anche Alessandro era lì per uscire.
—Senta—gli disse Lalla all'uscio, fermandolo—può prestarmi questo libro?—e indicava il romanza di Dumas.
—Volentieri, s'immagini, quando vuole, duchessina.
—Ma non ne dirà nulla nè a miss Dill, nè alla mamma?
—No, no…
—Viene a casa nostra stasera?
—Verrò certo…