Allora, il Frascolini, cominciò a credere che per essere edito e illustre bisognava diventar prima ricco, in questo mondaccio birbone, e si raccomandò a un suo cugino, appaltatore, dimorante a Venezia e che già una volta lo aveva chiamato presso di sè. In verità, gli affari di questo cugino erano loschi. Egli riteneva che il Frascolini padre avesse il gruzzolo messo da parte, e perciò voleva farsi mandare il figliuolo nella lusinga di mettere le unghie nel sacchetto del babbo. A Don Chisciotte le osterie parevano castelli; così per Sandrino, che vedeva da per tutto milioni, era una bella speranza anche quella… Gli appaltatori diventano ricchi in pochi anni… ricchi assai… Oh! ma lui non si sarebbe dato agli affari per sempre; voleva goderseli i soldi e fare intisichire di rabbia gli invidiosi e i rivali. Che soddisfazione quel giorno in cui egli potesse ricomperare al duca d'Eleda tutte le sue possessioni state confiscate dalla Repubblica… tale e quale come aveva visto in teatro, in una commedia di Scribe.
Ma adesso? Se Lalla prendeva marito?… era la vita sua infelice e cara ad un tempo, che si spezzava. Le ricchezze di Venezia, la gloria, la repubblica, i beni ricomperati… tutto inutilmente!…
La signorina, per altro, aveva detto mai…—Non mi mariterò mai…—Sì, lo aveva detto, ma poteva fidarsene? Essa, certe volte, si mostrava pochissimo espansiva!… Lalla era la sua innamorata… ma come sapeva essere, a suo tempo, anche la padroncina!
Si teneva in un gran riserbo, e non si era mai lasciata toccare nemmeno la punta di un dito… cioè no, era anzi la mano, soltanto la manina morbida, che si lasciava baciare. Lalla aveva evitato studiosamente ogni occasione di compromettersi. Di giorno si vedevano spesso in giardino, e si parlavano; ma senza mistero, in presenza d'altra gente. La sera, tornavano a vedersi in tinello; ma la signorina non vi si fermava lungamente; andava e veniva, sempre colla scusa di avere un qualche ordine da dare. In chiesa poi nessuna occhiatina; nè s'incontravano a passeggio. Una volta sola, egli aveva osato di avvicinarla mentre usciva con l'istitutrice, e di accompagnarla un bel pezzo di strada, ma s'ebbe dopo dalla giovinetta un rabbuffo tale, che non gli venne più voglia di ripetere la garbatezza.
Soli, affatto soli, era assai di rado che si potessero trovare. Il colloquio, allora, succedeva di notte, tardissimo, quando tutti gli altri erano andati a letto, Lalla scendeva dalla sua camera al buio, apriva la finestra di un piccolo salotto a terreno, e restava lì a discorrere con Sandro, che l'aspettava nascosto fra gli alberi del giardino.
La finestra, dietro il palazzo, dava in una viuzza nascosta da un vivaio di sempreverdi: aveva una inferriata a mandorla, che permetteva appena una stretta di mano, e quando Lalla si appoggiava sui regoli, Sandro, più bianco d'un panno lavato, le baciava in estasi i bei ditini, senza più sapere in che mondo si fosse! Quelle ore erano la vita, la felicità, la beatitudine del povero ragazzo, ed egli sciupava, divorava tutto il suo tempo nell'aspettarle, mentre la giudiziosa prudenza della giovinetta gliele faceva sospirare assai.
E anche quando giunse la sera che doveva essere l'ultima dei loro colloqui, anche allora Sandrino, dopo una giornataccia di angoscie, ebbe un primo istante di sollievo, insieme a un barlume di speranza.
—L'avrebbe riveduta; le avrebbe parlato; la avrebbe supplicata…—Oh era sicuro di commuoverla colle sue lacrime, d'intenerirla e di vincere ancora!
Nascosto tra il fitto del vivaio, egli era ad aspettare molto prima del tempo. Il giovanotto aveva levato due o tre volte un astuccio di tasca, lo aveva aperto, e guardava tra soddisfatto e dubbioso, un anello d'oro con una bella turchina incastonata fra le rose d'Olanda. Era un regaluccio comperato per Lalla, colle sovvenzioni dell'organista; ma Sandrino l'aveva preso con sè molte volte, senza mai aver avuto il coraggio di offrirlo alla signorina.
Quando Lalla, pian piano, aperse le imposte della finestra, poco mancò non risvegliasse la casa, con un grido di paura. Sandro era appoggiato colla fronte all'inferriata, e apparve così pallido, così disfatto, da sembrare una larva.