—… Dunque?…
Egli non potè dir altro. Lalla, invece, tranquillamente, gli manifestò la volontà del babbo e la partenza fissata per l'indomani. Sandrino ascoltò tutto fissandola sempre cogli occhi imbambolati, e quando la fanciulla ebbe finito di parlare, scoppiò, senza dir parola, in un pianto dirotto.
Lalla non si mostrò mai tanto assennata come in quella sera, e riuscì a confortare l'innamorato con buone ragioni.—Già non si poteva durare così; a una separazione bisognava venirci ad ogni modo; doveva pensare a farsi uno stato—e qui ricordò anche a Sandro, e molto opportunamente, il cugino di Venezia.
Sandro più sentiva la signorina parlare con tanta abbondanza di argomentazioni, e più vedeva il diavolo farsi meno brutto di quanto gli era sembrato dapprima. Ormai aveva giù dallo stomaco il dubbio tremendo che ci fossero disegni di matrimonio, e solo avrebbe desiderato che Lalla aspettasse ancora qualche giorno a partire; cioè, invece di andarsene subito, l'indomani, col duca, il quale precedeva Maria di un par di giorni, avesse aspettato a partire colla duchessa. Ma la signorina si scusò bene:—al babbo non si poteva far contro; lui quando voleva voleva, non c'era verso!…
Sandrino, quell'ultima sera, fu più ardito del solito; ma a prezzo di uno sgomento che lo invadea tutto quanto. Per avvicinarsi di più alla fanciulla che, ritta su di uno sgabello, col volto quasi appoggiato ai bastoni dell'inferriata, si distaccava con tutta la figura bianca dal fondo oscuro, come una Madonna nell'aureola stinta d'un vecchio quadro, egli, che a quella sua Madonna credeva, si era rizzato in punta di piedi: era passato colle braccia fra i regoli; con una mano stringeva quella di Lalla, e coll'altra cercava di toccare, temerità che gli mettea le vertigini, cercava toccarle i capelli. Con un giro di parole piuttosto confuse, volle il giuramento che ella non avrebbe mai sposato nessuno; e quando la fanciulla rispose il solito mai, senza giurare, Sandro, fuori di sè, le domandò un bacio.—No—-la signorina rispose—no;—e invece, con una lentezza irritante, fissandolo sempre negli occhi, gli prese una mano, e poi, piegatavi sopra la testina pallida, l'accarezzò colla guancia vellutata. Era giunto il momento per il regaluccio.
—Ho… avrei un'altra preghiera da fare…
Lalla alzò gli occhi dolcemente, e continuò a sfiorare colle guance la mano del giovanotto.
—Vorrei… avrei… un piccolo… ricordo.
Sandro s'era fatta rosso, balbettava, e ritirata la mano che aveva libera, di mezzo ai regoli, tolse di tasca l'anellino e volle porlo in dito alla fanciulla.
—Oh, carino!… carino!…—esclamò Lalla molto contenta del regaluccio, e gli andò così vicina, nel ringraziarlo, ch'egli potè toccarle colla bocca un ricciolo di capelli.