«Dimmi quanto tempo ti occorrerà per fare i preparativi della partenza, con tutto tuo agio, senza darti alcun pensiero di me, che sarò sempre il più innamorato dei mariti e il più devoto dei servitori.

«Salutami lo zio Eriprando, ricordami a miss Dill e a Giorgio, e baciami sulle guance di Lalla.

11 Gennaio 1868.

«Il tuo
«PROSPERO ANATOLIO».

«PS.—Tutto ben calcolato, sarà a prenderti lunedì, 20 gennaio, e ripartiremo il 25. Il cuoco potrebbe venire a Firenze col cocchiere il 18. Intanto Giuseppe e Pietro, che restano a Borghignano, avranno cura dei cavalli, e l'uno o l'altro farà anche la cucina. Regolati per tutte le disposizioni occorrenti. Sans adieu».

A questo punto Giorgio, restituita la lettera, si mise a ridere tutto allegro.

—Come! Ridete?—disse Maria, mortificata.

—Perdonatemi, duchessa; ma se sapeste che buona notizia ho ricevuto da questa lettera!

—Voi?

—Sì, io. Aspettate, e poi mi direte se non ho ragione di essere contento.—Così dicendo, Giorgio, tolta una lettera dal suo portafoglio, cominciò a leggere di nuovo e ad alta voce: