—È stato un accidente, è stato:—un tiro di mia moglie, un tiro!—esclamava in tono di lamento il povero Pier Luigi, che aveva l'abitudine di ripetere le parole; e, non trovando altri partiti possibili, vagheggiava l'idea di far sposare la pupilla a suo nipote Giorgio Della Valle. Per cominciare dunque a mettere la paglia vicino al fuoco, egli aveva scritto a Giorgio che lo aspettava a Pegli, ma senza comunicargli il proprio disegno… per non spaventarlo.

Intanto era un conforto per il conte da Castiglione quando riusciva a collocare la Giulia in qualche famiglia di conoscenti. Di solito, appena arrivava in un albergo, sua prima cura era quella di studiare la tabella dei forestieri. Se c'era una qualche signora che gli poteva andar bene, anche se non la conosceva affatto, trovava sempre la via, immaginando conoscenze reciproche, fabbricando giri e rigiri di parentele, di diventare amico e, alle volte, di scoprirsi suo mezzo parente. Ma a Pegli non era riuscito di trovar nulla. C'erano molte signore sue amiche; ma erano lì per divertirsi, per essere libere, per farsi corteggiare, e di fare la parte di madre nobile non ne volevano sapere; ed egli si dava già per un uomo perduto, quando un bel giorno, colla gioia di una gratissima sorpresa, lesse sulla lista dei nuovi arrivati all'albergo, anche il nome del duca d'Eleda con famiglia.

Fece i gradini a due alla volta e capitò ansando in camera della pupilla cogli occhi che gli brillavano sotto le ciglia spelate, e coi capelli ingommati che gli si sollevavano tutti uniti sul capo, come un guscio d'ostrica.

—È arrivata la duchessa d'Eleda, è arrivata!

—La duchessa d'Eleda?… Non la conosco…—rispose Giulia, che non potè a meno di sorridere vedendo la faccia ridicola del rispettabile tutore.

—Come non la conosci?… Devi conoscerla. È la figlia del fratello del tutore di mio nipote, è la figlia, perciò siamo quasi, potrei dire, mezzo parenti. Vieni presto, da brava; andiamo subito a salutarla. La duchessa era amica intima della tua povera zia, io sono amicissimo del duca, faremo vita insieme, faremo.

—Domani o dopo arriva anche Giorgio…

—Tanto meglio!

E così, mentre Maria con Lalla e con Prospero stava per scendere nella sala da pranzo, venne annunziata la visita di Pier Luigi e della Giulia. Furono subito ricevuti e con molta cordialità.

Le fanciulle si scambiarono una rapida occhiata, e bastò perchè si valutassero a vicenda! Lalla trovò Giulia troppo grassa, Giulia trovò Lalla troppo magra, e così rimasero contente tutte e due. Dopo il solito scambio di gentilezze scesero sul terrazzino, in riva al mare, aspettando insieme che suonasse la campana della table d'hôte; poi a pranzo, parlarono di Firenze, di Roma, di Borghignano, domandandosi conto reciprocamente degli amici comuni. Maria, per altro, sebbene quelle chiacchiere fossero assai banali, sentiva dentro di sè una viva inquietudine. Chi l'avesse attentamente osservata, avrebbe notato in lei un leggero tremito che alle volte la faceva trasalire. Parlava distratta; ma invece era confusa: perchè?… Perchè prevedeva che il discorso, a lungo andare, sarebbe caduto su Giorgio Della Valle.