—È molto tempo, duchessa, che non ha notizie di mio nipote?
Prospero Anatolio, che non si aspettava la domanda, si fece serio, senza volerlo, mentre Maria rispondeva un—no—quasi impercettibile.
—Oh, col Della Valle, io e mia moglie—rispose pronto il d'Eleda—abbiamo molti conti da aggiustare.
—La politica lo guasta—concluse Pier Luigi con tono convinto—e bisogna dargli moglie, bisogna. Il giudizio è come lo spirito: colle donne chi ne ha lo perde, e chi non ne ha lo acquista… chi non ne ha!…
A quella notizia dell'arrivo di Giorgio, Maria impallidì; anche Prospero, quantunque l'accogliesse con un grazioso sorriso, ne avrebbe fatto senza volentieri. Tuttavia il pranzo finì lietamente come era incominciato, e alle frutta, Pier Luigi, vedendo che le fanciulle, perfettamente dimesticate, chiacchieravano insieme, ridendo e scherzando, esclamò rivolgendosi alla duchessa Maria:—Era proprio quello che mi ci voleva!… La Giulia, poveretta, trovandosi sola a Pegli si annoiava mortalmente. Spero però che la nostra duchessa sarà tanto buona da voler dividere con me le cure paterne, per le quali son proprio disadatto, e da permettere che qualche volta affidi a lei e a miss Dill la mia cara pupilla!…
La miss rispose con una smorfia. Ne aveva già una delle ragazze da sorvegliare, e le bastava; la duchessa graziosamente accettò e, tanto per cominciare, il conte da Castiglione le lasciò in custodia la Giulia, subito, quella sera medesima, mentre lui aveva da fare una scappatina a Genova.
A Pegli si poteva proprio dire che la gente vi si annoiava a furia di divertirsi. Di giorno, le passeggiate nella villa Pallavicini, e le gite in mare; la sera conversazione, concerti, feste da ballo… e, anche a Pegli, Maria ebbe subito il primo posto, senza cercarlo e senza volerlo, mentre invece rimpiangeva la quiete e la pace di Santo Fiore.
Il mondo, che d'altronde non può mutare, era sempre il medesimo: frivolo, corrotto, tristo. Maria vedeva gli uomini più seri e più stimati, cercare l'amicizia di suo marito, per poterla meglio corteggiare e insidiare. Non uno le aveva dato prova di sentimenti nobili e leali.
Non uno?… sì! uno c'era stato; ma per farla penare maggiormente.
Maria e Giorgio, la prima volta che si erano incontrati a Pegli, si erano salutati con quell'aria diplomatica colla quale le persone per bene si credono in obbligo di soffocare ogni cordiale espansione.—Oh! Buon giorno, conte; anche lei a Pegli?—Di passaggio, duchessa…—Tal e quale come se si fossero veduti il dì innanzi; invece dall'ultima visita del conte Della Valle a Santo Fiore erano trascorsi vari anni. Però l'emozione di Maria era stata così viva, che interamente non potè sfuggire nemmeno a Giorgio. Il rossore delle guance, l'occhio scintillante, il tremito, il bruciore della mano, tutto ciò fu notato da Giorgio che trovò la duchessa più bella, più buona e più affettuosa. Maria trovò Giorgio sempre lo stesso e perciò continuò ad amarlo… sempre di più.