ESSANDRO. In che t'ho offeso?

GERASTO. Non meritava la conscienza che ho in te, che mi avessi cosí ingannato.

ESSANDRO. Diasi colpa ad amore la cui legge è fuor d'ogni legge: conosco l'errore e, il confesso, merito la penitenza, ne chiedo perdono.

GERASTO. Cosí farò io a te: dopo l'errore ne chiederò perdono.

ESSANDRO. Questi sono errori di giovani.

GERASTO. Ti farò conoscere che sono piú giovane che tu non pensi.

ESSANDRO. Amor fu colpa del tutto.

GERASTO. Non è amore ove si toglie l'onore.

ESSANDRO. Quel che è fatto non può farsi che non sia fatto.

GERASTO. Accomodaremo questo fatto poi con un altro fatto.