PANURGO. Non domandi di tuoi successi?
ESSANDRO. Per allungar la speranza! Ma pur che novelle?
PANURGO. Cattivissime, maledettevolissime. Tu sei…
ESSANDRO. So che vuoi dire:—Misero e serbato dal Cielo a crudelissime passioni!
PANURGO. Gerasto n'ha scacciati di casa, dato Cleria a Cintio; e or si fanno le nozze.
ESSANDRO. Giá son caduto e morto!
PANURGO. Come?
ESSANDRO. Tu parli cortelli e lancie; la tua lingua m'ha trapassata la gola come un pugnale.
PANURGO. S'è inviato a dir a Sua Eccellenza; e fatto tòrre informazione del successo, ha dato ordine che tu sii giustiziato.
ESSANDRO. M'hai tornato vivo, che non fu mai piú cara morte, perché d'ora innanzi arei sempre aborrita la vita.