PANURGO. Ma essendo tu cosí cattivo, come potrò io fidarmi di te, che non l'attacchi a me ancora?

MORFEO. Di ciò non dubitare, che corvi con corvi non si cavano gli occhi.

PANURGO. Cosí tu fossi appiccato, come piú tristo uomo di te non si trova nel mondo!

MORFEO. Cosí tu fossi squartato, come lo meriti piú di quanti vivono!

PANURGO. Tu solo hai tanti vizi che, avendonosi a partire a tutta questa cittá, a tutti ne toccarebbe bona parte.

MORFEO. Allegrati, beato te, che tu sei il priore, il monarca di tristi!

PANURGO. Per le tue grandezze meritaresti una collana.

MORFEO. E tu per le tue virtú una berlina.

PANURGO. Ho voluto dir che meriti esser un re.

MORFEO. E tu un principe di Cartagine.