PANURGO. Con un scettro in mano ben grosso e lungo per governatore e capo di quell'isoletta di legno che sta in mare.
MORFEO. E tu bersaglio di staffili.
PANURGO. Chi ti mirasse nel collo e ne' piedi, penso che ci troverebbe un callo delle collane e di cerchietti che ci hai portati.
MORFEO. Chi ti vedesse le spalle, le troverebbe di piú colori che i tapeti che vengono di Soria.
PANURGO. O forche, o scale, o capestri, che fate?
MORFEO. O berline, o scope, o asini, dove sète?
PANURGO. Ma torniamo a casa, che il tempo manca e le parole avanzano. E sovra tutto vorrei che appena accennandogli il principio, capisse il negozio e m'intendesse a cenno.
MORFEO. Anzi io in mirarti in faccia so quello che cerchi da me.
PANURGO. Dici da vero?
MORFEO. Piú che da vero.