NEPITA. Se avessi detto d'asino, sì.

GRANCHIO. Sí ben, di razza d'asino volevo dire.

NEPITA. E tu un'altra volta lasciami stare. Ma certo che tu non serai altro che un prosontuoso, poiché arrogantemente parli e prosontuosamente tocchi.

GRANCHIO. È cosí gran male il toccare? Tocco la tazza dove beve il mio padrone, che è d'argento; non posso toccar te?

NEPITA. Pensi che se lo sapessero i miei parenti, non te ne farebbono pentire?

GRANCHIO. Tocca tu me, che i miei parenti non se ne curano.

NEPITA. Tu sei ben un cattivo.

GRANCHIO. Cattive son le vesti, ché, si mi vedesti nudo, ti parrei bellissimo.

NARTICOFORO. Tu veramente deliri e patisci di lucidi intervalli. Alloquar hominem—hic et haec homo: lo uomo e la femina.—Femina da bene!

NEPITA. Oh, oh, costui mi chiama «femina da bene»: o è un asino o non deve parlar con me.