PANURGO. Fate quel che vi piace: non so che farvi. Perdonatemi, ho da fare a casa.
SCENA XI.
ESSANDRO, NARTICOFORO, GRANCHIO.
ESSANDRO. (Eccolo, mi sforzerò spaventarlo talmente che sgombri questa cittá). Deh, se posso trovar uomo che me lo facci conoscere, se non il farò pentire d'aver posto piede in Napoli, voglio essere sbranato in mille parti!
NARTICOFORO.
(Pape Satan, pape Satan, aleppe!
Granchio, questi è un troiúgeno Ettore o un Aiace flagellifero!).
GRANCHIO. (Ascoltiamo che dice).
ESSANDRO. Ancora che fusse in mezzo un essercito de nemici, farò tal scempio di lui che non vo' che lasci segno alcuno d'esser stato nel mondo. Che mi curo io di vita? che di giustizia? Dieci anni di vita piú o meno non m'importa.
GRANCHIO. (Chi ardirebbe toccar a costui la punta del naso?).