[115]. Minerbetti, Cronaca, cap. IX. — Vedi pure intorno all’assedio lo stesso Minerbetti per tutto l’anno 1406. — Boninsegni, Stor. — Morelli, pag. 327 e seg.; e Morelli, Ricordi (Delizie degli Eruditi, tomo XIX, pag. 12 e seg.).

[116]. Commentari di Gino Capponi.

[117]. «Si pouvons dire et penser qu’il en est aux Florentins de tenir ou non les convénances de susdit traité, puisque le Roi avait revoqué l’acord fait avec eux et depuis sont venus à leur intention.» (Livre des faits, part. III, chap. 11, 12.) — Secondo quel libro e secondo anche gli storici fiorentini, nel fatto di Pisa andavano insieme il Duca d’Orléans e quel di Borgogna, sebbene tra loro nemici capitalissimi. L’autore finisce poco dopo il Commentario della vita del Bouciquaut, al quale intuona un panegirico dilungandosi nel dimostrare la ingiustizia e la perversità delle accuse che il Maresciallo per quel fatto ebbe alla Corte del suo Signore.

[118]. Qui hanno termine i Commentari di Gino Capponi, tenuti da molti essere scritti da Neri; ma crediamo noi, che scritti da Gino in forma d’appunti, fossero ampliati e distesi poi dal figlio, come solea farsi di molte cronache di famiglia. Due letterati fiorentini di qualche grido nel secolo XV, Matteo Palmieri e Bernardo Rucellai, latinamente rifecero i Commentari, che il primo intitolava a Neri, ed il secondo a Piero Capponi. Ma queste non furono altro che esercitazioni per dare alle cose di Firenze aspetto e forma delle Romane, com’era usanza in quella età: poco rilevasi dalla prima che giovi all’istoria, e nulla affatto dalla seconda.

[119]. Morelli, Cronaca, pag. 339.

[120]. Prefazione di Lelio Torelli alla edizione principe delle Pandette.

[121]. Ammirato, Storie; e Minerbetti. — Il Cavalcanti registra insieme queste due rapine tra le offese che più accendevano i Pisani, quando nell’anno 1431 Giovanni Gualandi tentava muovere la sua patria a scuotere il giogo e vendicarsi in libertà. (Lib. VII, cap. 20.)

[122]. Vedi Appendice Nº IV. Le gravezze imposte ai Pisani per l’opera delle fortificazioni e più altri titoli nei primi tre anni passarono la somma di cento mila fiorini. (Vedi Canestrini, La scienza di Stato de’ Fiorentini sulle imposte, part. I, pag. 128.)

[123]. Ammirato, Stor. Fior., anno 1421. — Giovanni Cambi (Deliz. Erud., tomo XX, pag. 155) dice che vennero essi da quattordici città della Magna, e descrive i privilegi.

[124]. Vedi una lettera dei Dieci di balía al Capitano di Pisa, 14 gennaio 1431, dopo alla mossa inutile del Gualandi. (Fabbroni, Vita di Cosimo de’ Medici, Appendice, pag. 8.)