[135]. Bonaccorso Pitti si vanta d’avere fatto egli in Francia al re Luigi le prime aperture: pure Bonaccorso, brigante uomo, era molto avverso alla setta che reggeva. Ma in Francia aveva grandi aderenze.
[136]. Vedi Salviati, Legazioni.
[137]. Un poco innanzi a questo trattato cessano insieme, e come si fossero data l’intesa, i tre principali autori fiorentini che sin a qui più spesso abbiamo noi consultati: il Minerbetti, il Boninsegni, il Morelli. Questi, il più elegante e più vivace de’ Cronisti, da bastar solo a fare onore alla lingua fiorentina nel secolo XV: il Minerbetti copioso di fatti, pratico nelle faccende e di esse giudice assennato: ampio il Boninsegni a forma di storia, continuata dipoi da un altro Boninsegni magro scrittore: e già il pensiero degli uomini fiorentini, stringendosi in sè, pareva andarsi assottigliando. Rimangono i Ricordi d’un altro Morelli, da noi citato alcune volte; nè cessano quelli della famiglia Rinuccini.
[138]. I Fiorentini ebbero in tutti quegli anni una politica decorosa, intorno alla quale sono da vedere notizie cavate da pubblici documenti nel Discorso di G. Canestrini. (Archivio Storico, tomo IV.)
[139]. Vespasiano da Bisticci nella Vita di Agnolo Pandolfini scrive che questi tornando con la pace fatta, fu presso a Firenze incontrato da un amico suo, che lo ammonì com’egli portasse per quella pericolo di perdere il capo.
[140]. Poggio, Stor. Fior., lib. IV. — Boninsegni Domenico. — Ricordi del Morelli (Deliz. Erud.). — Ammirato, Storie. — Muratori, Annali d’Italia. — Sismondi, Répub. Italiennes.
[141]. Nell’anno 1453 ottennero queste due famiglie di non si dare divieto tra loro, se non per gli uffici maggiori, nel modo stesso che lo avevano ottenuto in quello stesso anno i Capponi ed i Vettori (vedi nota 2, pag. 101-102). La Storia delle consorterie rimane da fare; e forse qualcosa avvenne in quell’anno, che fu tra gli effetti del nuovo rimpasto dato alla Repubblica da Cosimo Medici e dalla sua parte.
[142]. V’erano dei Medici, dei Tosinghi, dei Portinari, e Niccolò da Uzzano vi teneva agenti suoi: vedi un pregevole discorso di G. Canestrini su’ commerci dei Fiorentini in Ungheria e su’ vari negoziati che la Repubblica ebbe con Sigismondo e con lo Spano; che forma appendice a due Vite di quest’ultimo. (Archiv. Stor., tomo IV.)
[143]. Ammirato, anno 1416.
[144]. Istruzione originale appresso di noi.