[145]. Archiv. Stor., tomo IV, pag. 262.

[146]. Con ciascuno degli ambasciatori andavano due giovani di famiglie qualificate; e Filippo Rinuccini, dal quale abbiamo questa notizia, era uno dei due che seguitavano Bartolommeo Valori. Furono in tutto sessantadue cavalli e dodici muli con la soma. «Fece l’orazione Leonardo Dati, e durò circa un’ora; che mai s’udì simile orazione, che v’era forse cento calamai a scriverla mentre che diceva.» (Ricordi storici di Filippo Rinuccini.)

[147]. Sulla venuta e sulla dimora del Papa in Firenze e sulle feste e cerimonie vedi la Cronaca d’un anonimo fiorentino. (Muratori, S. R. Ital., tomo XIX.)

[148]. Narra Lionardo Aretino nei Commentarii (Rer. Ital., tomo XIX, pag. 931), come un giorno essendo col Papa, questi andando su e giù per la camera, tra sè replicasse irosamente la cantilena, e come lo stesso Lionardo cercasse placarlo, a tal fine enumerando i beneficii che la Repubblica di Firenze gli aveva recati in quella dimora.

[149]. Ricordi di Filippo di Cino Rinuccini.

[150]. Vedi il testamento, le obbligazioni ed una lettera di Baldassarre Cossa (Archiv. Stor., tomo IV), e i documenti pubblicati dal Fabbroni insieme alla Vita di Cosimo de’ Medici.

[151]. Romanin, Storia di Venezia, tomo IV.

[152]. Intorno al commercio dei Fiorentini aspettiamo una compiuta istoria. Infino a qui la migliore delle scritture che abbiamo è di gran lunga il Libro sulla Decima, del Pagnini, volumi quattro, con falsa data, ma è Firenze 1765. Lo abbiamo in altri luoghi consultato, e qui sono da vedere i cap. 4, 5 e 6 della parte III, sez. III. I tomi III e IV contengono le molto pregevoli antiche scritture di Francesco Balducci Pegolotti e di Giovanni da Uzzano, bastanti per sè a mostrare la grande estensione che avea il commercio dei Fiorentini nei secoli XIV e XV. Il Pagnini illustra ad una ad una le varie Arti, e massimamente quelle principalissime della lana e della seta e delle spezierie e pelliccerie; ma soprattutto quella del cambio, e i Banchi tenuti in molte parti di Europa e d’Asia, e le Zecche d’Inghilterra e d’altri luoghi, le quali andavano per conto d’uomini fiorentini.

[153]. Scrip. Rer. Ital., tomo XIX, pag. 973.

[154]. Una splendida pubblicazione fatta nel 1863 a Firenze ne porge con altri il testo dei Trattati che il Federighi ed il Brancacci fermarono al Cairo col Sultano d’Egitto. È la collezione dei Diplomi Arabi che si rinvengono nell’Archivio Fiorentino e nel Pisano, illustrati dottamente dal prof. Michele Amari, e stampati co’ bellissimi caratteri che rimangono della Tipografia Orientale fondata dal cardinale, poi granduca, Ferdinando dei Medici. Veggansi le pag. 59 e 60 della Prefazione, e i Documenti che spettano agli anni 1421-22.