[175]. Ammirato, Storie.

[176]. Gino Capponi si trova essere stato contrario alla pace. Sono da vedere i Commentari di Neri di Gino che hanno principio da quel fatto, narrato da lui distesamente e biasimato. — Vedi anche il lib. IX del Cavalcanti. — Giovanni Morelli nei Ricordi (Deliz. Erud., tomo XIX, pag. 43) scrive che la pace «non fu intesa dal popolo, ma sì da alquanti.»

[177]. Ammirato, Storie. — I Capitoli del Comune di Firenze, Inventario e regesto; tomo I.

[178]. Boninsegni, pag. XIX. — Poggio, Storie, lib. IV.

[179]. Giovanni Cavalcanti, Storie, lib. I e II.

[180]. Cambi, Storie (Deliz. Erud., tomo XX, pag. 162).

[181]. «La Signoria per trovar danari da mantenere la guerra fece due Monti; uno per le fanciulle e l’altro pe’ fanciulli che s’avessero a maritare. E questi erano, che mettendovi sopra cento fiorini, in capo di quindici anni, essendo la fanciulla maritata o il giovane preso moglie, ne dovesse avere per capitali e interessi cinquecento, e così per rata di maggiore o minor somma; e morendo avanti detto tempo, il tutto restasse nel Monte.» (Ammirato, anno 1425.)

[182]. Il Machiavelli mette in iscena Rinaldo degli Albizzi invece di Rinaldo Gianfigliazzi. — Iacopo Pitti, nell’Istoria, attribuisce anch’egli il discorso al Gianfigliazzi.

[183]. Ammirato, Stor. Fior., anno 1419; e Giornale Storico degli Archivi Toscani, tomo IV, pag. 36.

[184]. Intorno a queste Compagnie vedi le Commissioni dell’Albizzi, tomo III, pag. 5 e 6, dove sono recate Consulte ec.