[235]. Vedi Commentari di Neri Capponi. Il carteggio di Neri durante i due suoi Commissariati in quella guerra ci manca, e vorremmo noi porlo a riscontro di quello che abbiamo di Rinaldo degli Albizzi.

[236]. Malavolti, Storia di Siena; e Cavalcanti, lib. VII.

[237]. Ammirato, Storie, anno 1431. — Cavalcanti, Storie, lib. VII, cap. 29, 30. — Questi, non mai dimentico d’essere egli di casa Grandi come era il Mannelli, mentre biasima le armi date in mano ai villani, si piace a dipignerlo grande e bello della persona, con un’accia in mano facendo volgere al piloto diritta la prua contro la galera genovese. Ma nel descrivere la partenza dei legni da Pisa il nostro autore sembra pigliare la tromba epica quando rappresenta in sulle sponde dell’Arno il popolo dei Pisani, attratto dalla ferocia degli aspetti e dalle armi splendenti, bramare in cuor suo la sconfitta di quei prodi ch’egli ammirava ma che a lui erano strumenti odiosi di servitù. — Vedi Archiv. Stor., Appendice, vol. I, pag. 143.

[238]. Leonardo Boninsegni. — Neri Capponi. — «La Repubblica donava a Micheletto un ricco elmetto coperto di rose d’oro suvvi un giglio d’oro, e un cavallo coperto di chermisi broccato d’oro, e le bandiere quadre del Comune riccamente fatte e messe d’ariento: costò detto dono fiorini duemila: e un simile aveano fatto a Niccolò da Tolentino.» Morelli, Ricordi (Delizie degli Eruditi, tomo XIX, pag. 106).

[239]. Neri Capponi, Commentari. — Morelli, Ricordi. — Ammirato, Storie. — Commissione di Rinaldo degli Albizzi per accompagnare l’Imperatore, ultima del tomo III.

[240]. In quella paco Maso andò contro ai maggiorenti della città, ma fece al popolo cosa grata. (Cavalcanti, tomo II, pag. 466 e seg.)

[241]. Cavalcanti, lib. VII, cap. 6, 7, 8. — Machiavelli, Stor., lib. IV.

[242]. Vedi molte buone leggi da lui fatte fare a sollievo dei poveri ed a mantenimento della giustizia. (Cavalcanti, tomo II, pag. 464.)

[243]. Niccolò da Uzzano si sarebbe lasciato sentir dire che dove nella Repubblica dovesse diventar principe un suo cittadino, avrebbe egli amato la maggiorità di Cosimo piuttosto che quella di Rinaldo. (Cavalcanti. I, 381.)

[244]. Rinaldo essendo potestà di Prato avrebbe fatto sequestrare certi muli dei quali era Maso debitore a un vetturale che, per non avere danaro pronto, era da un creditore suo tenuto in carcere. (Ivi, tomo II, pag. 504.)