[283]. Gio. Cambi, Istorie. — Morelli, Ricordi; e Ammirato.

[284]. Giovanni Cavalcanti, lib. X, cap. 19.

[285]. «E appunto in capo dell’anno, in quel medesimo dì, cioè a’ 5 d’ottobre, e in quella medesima ora rientrammo in su quello del Comune, e in quel medesimo luogo. Di questo ho fatto ricordo, perchè ci fu detto da più persone devote e buone, quando fummo cacciati, che non passerebbe l’anno, che saremmo restituiti, e torneremmo a Firenze.» (Ricordi, ec.)

[286]. Cavalcanti, lib. X, ultimi capitoli.

[287]. Boninsegni, Storie. — Morelli, Ricordi. — Cambi, Cronaca. — Nerli, Commentari.

[288]. Vespasiano da Bisticci, Vite di Palla Strozzi e di Agnolo Pandolfini.

[289]. «Nel mese di gennaio prossimo fui il primo tratto dalle borse dello squittinio per Gonfaloniere di Giustizia; e al mio tempo non si confinò nè si fece male a persona: ma Francesco Guadagni e più altri, i quali trovai nelle mani del Capitano della Balìa, operai in forma non morirono, ma furono condannati in perpetua carcere.» (Cosimo de’ Medici, in fine ai Ricordi.)

[290]. Ricordi di Filippo Rinuccini.

[291]. «Qui autem Vexillifer Iustitiae in relegatione Cosmæ cum esset capitaneus Pisis, vocatus ad judicium, in via sive subitanea morte, sive veneno, periit.» (S. Antonino, Chronicon, pag. 504.)

[292]. Scrisse agli Otto: «Io ho inteso il vostro bando, il quale come uomo che non voglio errare, vi avviso che in casa non ho altre armi se non un panieruzzo d’aguti, e un cultellino tutto intaccato, ed è della fante, ec.» (Cavalcanti, lib. X, cap. XXIII.)