[293]. Storia di Giovanni Cambi.
[294]. Cavalcanti, lib. VII, cap. 27.
[295]. Cavalcanti, lib. X, ultimo capitolo. — Storie di Domenico Boninsegni. — Morelli, Ricordi. — Storia di Gio. Cambi. — Ammirato, lib. XX. — Commissione manoscritta, a Neri Capponi, dove si vede come a Firenze avessero cercato non si guastare con Siena. Ved. Appendice, Nº VII.
[296]. Ma non voleva la Signoria di Venezia potesse ciascuno muovere guerra a sua posta e tirare gli altri. Allegava: «esser maggior pericolo che ciò da noi (Fiorentini) non venisse, perchè per avventura siamo più leggieri a muoverci e mutiamo la Signoria spesso. Il perchè talvolta si trovan di quelli che leggiermente vi salterebbon su, maxime cognoscendo avere obbligato la Signoria di Vinegia a concorrere, ec.» (Lettera della Signoria a Neri Capponi, rimasto in Venezia ambasciatore per la Lega; 1º aprile 1435.)
[297]. Il Cavalcanti (lib. XI, cap. 3, 4) ha i nomi dei prigionieri e il numero delle navi prese, ed a chi ciascuna di esse andasse venduta.
[298]. Machiavelli, Storie, lib. V.
[299]. Legazione a Genova di Neri Capponi; copia presso noi. — Cavalcanti, lib. XI, cap. 7.
[300]. Guasti, La Cupola di Santa Maria del Fiore.
[301]. Ammirato, lib. XXI.
[302]. «Ognuno che è in attitudine, ha prestato, e chi gran somma e chi mezzana e chi minore, secondo la sua possa.» (Lettera dei Dieci a Neri Capponi commissario sotto Lucca; 1º aprile.)