[489]. Fabroni, Documenti, pag. 116. — E la Repubblica di Venezia mandava a quella dei Fiorentini savie parole, che a noi giova qui riferire: «Pare a noi che dal frappor dimora alla liberazione del Cardinale non possa quella eccellentissima Signoria conseguire alcun comodo, quando invece la liberazione del Cardinale toglie ad ognuno ogni occasione di straparlare, e di giustificare sè stessi d’ogni non buona operazione, ed anche recida ed amputi ogni offensione d’animo che i Cardinali potessero per una più lunga ritenzione concepire. Per questi rispetti adunque l’opinion nostra sarìa che al Vescovo di Modrussa si rispondesse: che quella eccellentissima Signoria, avendo per riverenzia del Sommo Pontefice e di quel Santissimo Collegio riservata la persona del Cardinale dal pericolo di tanta furia quanta era in quel popolo, delibera anche ed è contenta di liberamente lasciarlo.» (Romanin, Storia di Venezia, tomo IV, pag. 389, 90.)
[490]. Nella Commissione, manoscritta appresso di noi, di Sisto IV al Cardinale di Mantova legato a Bologna, il Papa dichiara non fare colpa a’ Bolognesi dell’avere al primo annunzio della congiura mandato soccorsi a Firenze: cum nihil adhuc Florentini in ecclesiasticam dignitatem moliti essent. Aggiugne dipoi: nos quoque casum ipsum primum indoluimus, et commiserationis nostræ testimonium per literas nostras ad Florentinos dedimus. Di queste lettere gli scrittori fiorentini non fanno menzione.
[491]. Raynaldi, Annales Ecclesiast., anno 1478. — Il Mansi nell’edizione delle Miscellanee del Baluzio, tomo I, diede alcuni brani di niuna importanza che il Rainaldo aveva omessi o abbreviati.
[492]. Documenti aggiunti all’edizione napoletana del Commentario del Poliziano ec. — Fabroni, Documenti.
[493]. Cronichetta antica (Fabroni, pag. 115).
[494]. Il Fabroni pubblicò questo (pag. 131) con altri molti documenti intorno a quel fatto; il Mansi, nell’appendice alle Miscellanee del Baluzio, alcune lettere della Duchessa di Milano e del re Ferrando e dei Veneziani, e due Invettive del Filelfo contro Sisto IV: pag. 503 e seg.
[495]. In fine allo scritto si legge: «datum in Ecclesia nostra Cathedrali Sanctæ Reparatæ, 23 Julii 1478.» — V è dentro una lettera del Cardinale di San Giorgio al Papa, tutta dolcezze di encomi alla Repubblica ed a Lorenzo; ma noi temiamo essere questa una impostura; e che il Sinodo fosse veramente celebrato, a noi non consta, e non lo crediamo. (Vedi Fabroni, Docum., ec.)
[496]. Abbiamo qui tratto dall’Ammirato ogni cosa, perch’egli ne sembra in questo come in altri luoghi avere attinto a documenti o memorie di chi era presente. L’orazione che il Machiavelli pone in bocca a Lorenzo è meno calzante, avendo in sè molto minori caratteri di convenienza e di verità.
[497]. Malipieri, pag. 246.
[498]. Lettera familiare di Sisto IV al Duca d’Urbino. (Fabroni, pag. 130.)