[519]. Fabroni, pag. 219 e 20.

[520]. Diarii Latini di Iacopo Volterrano, che fu presente all’assoluzione. (Rer. Ital. Script., tomo XXIII.)

[521]. Guicciardini, Stor. Fior., cap. V.

[522]. Ordine dei Settanta: Provvisioni dei 10 e 19 aprile 1480. (Archiv. Stor. Ital., tomo I, pag. 321.)

[523]. Canestrini, Sulle Imposte della Repubblica di Firenze, cap. III, sez. 4 e seg. Trovò egli scritto nell’Archivio in calce d’un antico libro: «Quisquis es, quia dives es et plurimum lucraris, non es amicus pauperum tametsi simulas amicissimum; quoniam vero paucos filios habes, Catastum damnas atque explodis, et cervicibus inopum grave onus imponis.» Secondo l’antico Catasto, per ogni figlio o parente da sostentare si faceva detrazione di duecento fiorini, ond’era grande il benefizio di chi aveva molti figli.

[524]. Nel Proemio della Provvisione per l’Ordine dei Settanta si mettono innanzi le spese e i danni della peste, forse cercando attenuare quelle che aveva prodotto la guerra fatta per Lorenzo. In seguito aggiugne i danni maggiori essere «per il Monte, perchè non s’è renduto le paghe, nè valutosi senza gran danno del credito; per che è diminuito di pregio non rendendo, et però non se n’è molto contractato. Et è questo membro del Monte in tanto disordine, che se presto e saviamente non vi si provvede, nè dote nè paghe render si potranno.»

[525]. Rinuccini, pag. 135 e 137.

[526]. In Bruggia si trova che avesse perduto per cento mila ducati, e in altre Banche forse altri cento. — In quella città falliva pure una Compagnia col nome dei Da Rabatta e dei Cambi per avere servito di grande somma di danaro la duchessa Maria di Borgogna moglie dell’imperatore Massimiliano, che s’era morta, e il danaro non venne mai restituito. (Rinuccini, anno 1483.) Questa Compagnia non credo però che andasse per conto dei Medici. — Lorenzo accattava spesso danari anche dagli amici: avendogli i suoi cugini del ramo di Pier Francesco prestato nel 1478, sessantamila ducati, Lorenzo cedeva ad essi in pagamento la villa di Cafaggiolo colle possessioni che aveva in Mugello. Vendeva allo Sforza per quattromila ducati la casa che il padre di quello gli aveva donata in Milano. (Valori, Vita di Lorenzo. — Istorie di Gio. Cambi, in Deliz. Erud., tomo XXI in principio. — Guicciardini, Stor. Fior., cap. IX. — Lettera d’Antonio Pucci a Lorenzo, Fabroni, pag. 212.)

[527]. Ammirato, 1481. — Rinuccini, pag. 134. — Valori, Vit. Laur.

[528]. Lettera a Lorenzo dei Medici di Matteo Arcidiacono di Forlì. (Fabroni, pag. 226.)