[529]. Diari Romani di Iacopo Volterrano (Muratori, Rer. Ital. Script., tomo XXIII, cap. 147 e seg.)

[530]. Machiavelli, lib. VIII. — Ammirato, lib. XXV.

[531]. Sappiamo queste cose da una lettera di Lorenzo stesso, che scriveva in nome dei Dieci di guerra. Contiene, tra le altre, queste parole: «.... per essere la nostra religione in mancamento assai della sua reputazione per questi Governi tanto alieni dagli antichi e da quelli che si convengono a un pastore cristiano. Abbiamo grandissima speranza che questa santa opera si condurrà ad effetto, perchè Dio non abbandonerà la sua causa. E movendo la Sua Maestà Spagna e Ungheria, già la cosa arà sortito sufficiente effetto. Tieni confortata in questo la Sua Maestà, e ogni dì sollecita; e noi avvisa continuamente delle deliberazioni e pareri suoi, co’ quali desideriamo convenire in ogni cosa.» — Legazione manoscritta di Piero Capponi a Napoli; lettere dei 21 settembre e 14 ottobre 1482.

[532]. Vedi Archiv. Stor., Nuova Serie, vol. II.

[533]. Fabroni, Docum., pag. 227 e seg. — Vedi Raynaldo, anno 1482, pag. 25, 26, ediz. di Lucca. — Diari di Stefano Infessura (Muratori, Scrip. Rer. Ital., tomo III, col. 1153). — Nella Dieta che Pio II tenne a Mantova, i Potentati d’Italia s’erano obbligati di non appellarsi mai ad futurum Concilium, e lo stesso Ferrando aveva rinnovato la promessa a papa Sisto. (Atti ec. della Deputazione di storia patria, Modena, 1863, pag. 296.)

[534]. Legazione sopraccitata.

[535]. «Sua Beatitudine volentieri vorrebbe ogni accordo, ma e’ crede più ad altri che a sè; e il Conte (Girolamo Riario) credo che si muova per la sua mala natura, la quale è vendicativa,... e per tenere sempre il Papa in imprese e appiccato, perchè per questa via egli si mantiene in reputazione et poppa tutte le entrate della Chiesa. Il Papa ha gran desiderio di pace; e oggi a tutti noi Oratori ha confessato le pratiche tenute a Venezia ec.» Lettera a Lorenzo di Guid’Antonio Vespucci, ambasciatore a Roma, 23 ottobre 1483. (Fabroni, Docum., pag. 251.) — Vedi negli Annali del Malipiero i danni sofferti dai Veneziani per questa guerra, e le pratiche per la pace molto avanzate da Sisto IV, ma delle quali il Senato di Venezia poco si fidava.

[536]. Corio, Storia di Milano. — Guicciardini, Stor. Fior., cap. VII. — Quando vennero a Sisto IV gli Ambasciatori con la pace, il giorno che fu penultimo della sua vita, si doleva egli affannosamente delle inique condizioni, dicendo che i Veneziani, l’anno innanzi, a lui ne offrivano delle migliori. (Diario di Iacopo Volterrano in Muratori, Script. Rer. Ital., tomo XXIII, col. 199.)

[537]. Malavolti, Storia di Siena, lib. VI. — Lettere manoscritte di Lorenzo dei Medici alla Signoria di Siena.

[538]. Istorie di Gio. Cambi. — Machiavelli, lib. VIII.