[29]. Tumulti del 1378. In Archivio Storico Italiano, tomo XVII, 3ª Dispensa, 1873.
[30]. March. Stefani, lib. X, rubr. 800. — Boninsegni, Storie, lib. IV, pag. 625.
[31]. Marchionne Stefani, lib. X, rubr. 801. — Frammenti di Cronichetta (Giorn. Stor. degli Arch. Toscani, tomo I, pag. 61, 78). — Ammirato, lib. XIV, pag. 737, e nella Provvisione degli 11 settembre: «illi de illa tertia Arte populi minuti sive Populi Dei, qui sunt a dicto scruptinio prohibiti et exclusi.»
[32]. Il Monaldi nel Diario esprime pur egli la paura che si aveva in Firenze di quei Ciompi: «Se i minuti avessero vinto, ogni buon cittadino che avesse, sarebbe stato cacciato di casa sua ed entratovi lo scardassiere, togliendovi ciò che avesse; in Firenze ed in contado morto e diserto era ciascuno che nulla avesse.» Accenna pure alla importanza che avea pel popolo ottenere l’estimo.
[33]. Marchionne Stefani, luogo sopra citato.
[34]. Ciò appare dal Boninsegni, il quale scrive che Michele ed un Ghiotto da Secciano che si era portato francamente contro ai Ciompi, furono dichiarati abili ad avere ufficio o beneficio del Comune.
[35]. Provvisioni degli 11 e 28 settembre (Appendice, Nº I).
[36]. Giurarono «essere fedeli e devoti e amatori del Comune e popolo fiorentino e della sua libertà e della cattolica e cristianissima Parte Guelfa, e che avrebbero difeso a tutto potere il governo popolare per conservarlo in istato pacifico e libero.» (Ammirato, pag. 737.)
[37]. Marchionne Stefani, lib. X; Deliz. Erud., tomo XV. — Ser Naddo da Montecatini; Deliz. Erud., tomo XVIII. — Boninsegni, Stor. Fior., lib. IV. — Machiavelli, Stor. Fior., lib. III.
[38]. Il signor Palermo pubblicava insieme alle Laudi l’Apologia di Giannozzo: a lui lo Stefani certamente è così acerbo da non gli credere; il Boninsegni, senz’altro aggiugnere, tiene per vera l’imputazione.