[39]. Marchionne Stefani. — Ser Naddo. — Boninsegni.

[40]. Da un luogo malconcio della Cronaca di Marchionne Stefani (lib. XI, rubr. 857) apparisce come i Cherici avessero iscritta sul Monte una rendita di fiorini diciotto mila all’anno a titolo d’interesse o provvisione.

[41]. Il Comune così guadagnava circa sessanta mila fiorini l’anno di interesse: ma fu grande cosa, perchè forse cinque mila persone aveano danari sul Monte, uomini e femmine: e molti aveano venduti i loro poderi o case, e chi disfatto bottega per l’ingordigia dell’interesse che il Monte pagava. Era vietato per legge mettere a partito o in guisa alcuna promuovere mutazione agli Statuti del Monte, e ciò fino dall’istituzione sua: ma aveano trovato modo a sospendere la legge (Stefani, lib. XI, rubr. 863), dalla quale erano eccettuati uomini e donne di case principesche; Durazzo, Della Scala, Visconti ed altri, i quali aveano danari nel Monte.

[42]. Marchionne Stefani, lib. XI, rubr. 877.

[43]. Era legge che fosse tagliata la mano a chi ferisse, e non pagasse fra dieci dì, di certe ferite. Al tempo dei Ciompi fu abolita quella legge. (Stefani, lib. XI. rubr. 864.)

[44]. Leonardo d’Arezzo scrive che Benedetto Alberti era in armi sulla piazza quando Giorgio fu decapitato. Il Machiavelli vi aggiunge del suo un’arringa che lo Scali prima di morire avrebbe fatta a Benedetto; io poco m’affido all’autorità dell’Aretino che manda a morte Tommaso Strozzi insieme e a lato di Giorgio Scali. — Vedi anche Ser Naddo da Montecatini (Deliz. Erud., tomo XVIII); e Cronichetta di un anonimo fiorentino pubblicata dal signor Gherardi (tomo VI dei Documenti di Storia Italiana).

[45]. Provvisioni dei 21, 22, 23 gennaio 1382 (stil. fior. 1381). Archivio di Stato. — Vedi Appendice Nº II.

[46]. Ser Naddo da Montecatini scrive che Salvestro andò a Lucca a confine.

[47]. Maddalena figlia di questo Carlo si era maritata (Diario del Monaldi) l’anno innanzi a Luchino Visconti, che ora viveva in Firenze spossessato come dubbio figlio di quell’altro Luchino Visconti che fu signore di Milano. È singolare che tali nozze in mezzo al governo plebeo fossero celebrate, come si trova, con palii e giostre mentre che il padre era a confine.

[48]. Boninsegni e Ser Naddo.