|Dushmanta|… O giovinetta, a tutti è noto il cuore di
Dushmanta; e qual sia il tuo, lo palesano i tuoi modi presenti.

|Sacontala|, {con ironia.} A voi tutti, o monarchi, bisogna prestar cieca fede sempre. Voi siete i savi; voi sapete appieno qual rispetto si debba alla virtù ed alla razza umana. Per quanto modeste, per quanto virtuose sieno le donne, nulla sanno esse, nulla dicono mai di vero. In buon punto sono io qui venuta a cercare l'oggetto degli amori miei. In buon punto la mano d'un principe strinse la mia. Col miele delle sue parole la stirpe di Puru vinceva la mia confidenza; ed intanto il suo cuore celava il pugnale che doveva trafiggermi.

La povera Sacontala non ha ancor finito di dire, che, copertosi il volto, dà in uno scoppio di pianto[20].

Persiste il re nel ricusare di accogliere siccome sposa Sacontala. I bramini dichiarano che Sacontala è moglie di lui secondo [p.162] la legge, che il ripudiarla o 'l ritenerla sta in poter suo, che la podestá del marito è senza limiti, e che però eglino abbandonano a lui la donna, e se ne ritornano al bosco sacro.

|Sacontala|. Questo perfido m'ha ingannata; e voi pure, amici miei, voi pure mi abbandonerete? {E siegue supplichevole i bramini che partono.}

|Uno de' bramini|. Donna! tu vedi quali sieno i delitti di tuo marito; brami tu d'esser libera? {Sacontala s'arretra inorridita e trema.}

|Altro bramino|. Se il re dice il vero di te, che ragione hai tu di lamentarti? Ma, se tu sei conscia a te stessa della purezza dell'anima tua, conviene che tu rimanga a servire come ancella nella casa del signor tuo. Sta' dunque ove sei… A noi è d'uopo andarcene.

|Dushmanta|. È vano lusingarla con isperanze. Traetela pure con voi, o anacoreti… La moglie altrui è donna da cui bisogna astenersi.

Il gran sacerdote di corte, interrogato da Dushmanta, propone di ritenere egli presso di sé Sacontala fino al termine della gravidanza.—Gli astrologi hanno vaticinato, o re, che tu abbia ad esser padre d'un principe illustre, i cui domini non avranno altri confini che i mari dell'oriente e dell'occidente. Or bene, se questa figliuola dell'uomo di Dio partorirá tale fanciullo che da' piedi e dalle mani dia manifesti segni di vasta sovranitá, io renderò omaggio a lei siccome a mia regina, e la condurrò alle stanze reali. Altrimenti, ella tornerá al padre suo.—

Il re acconsente. E 'l sacerdote mena seco la misera, che altro non fa che piangere, e pregar la terra «dea clemente, perché si apra e la raccolga nel suo seno».