«Come poi devi imaginare, le notizie delle strette in cui si trova la colonna di Menotti, aumentano l'agitazione. Ti ripeto, però, dovrò attendere le notizie con mediocre rassegnazione. Tu ritieni che Checco [ Cucchi ] debba aspettare qualche giorno specialmente per questo incaglio avvenuto alla spedizione della roba dal bel colpo[11] di Orte e, come puoi comprendere, sono perfettamente del tuo parere. Peccato non lo sieno gli amici di Firenze, i quali solo per tre quarti si lasciarono persuadere dalle nostre ragioni; tre quarti già molto vacillanti per le incalzanti notizie diplomatiche. Ma ciò saprai perfettamente dal deputato Crispi. Ti avviso solo che si ritiene sicura la spedizione francese. Questa mi parrebbe ragione di più per non precipitare le cose, chè un aborto di rivoluzione, una battuta dai papalini sarebbe ben infelice principio d'una campagna Gallica. Di ciò, ti ripeto, parmi non sien perfettamente persuasi gli amici di Firenze.

«Dessi incalzano Checco continuamente; onde temo che questi si decida ad un colpo disperato. Ciò tu avrai subito mezzo di conoscere dalle risposte romane che attendi. Sul dubbio fortissimo di ciò, io credo intanto di farti una proposta che serva ad agevolare o meglio ad affrettare l'entrata in azione dei nostri sessantaquattro[12]. Giudica e rispondi in tutta fretta; se puoi, col telegrafo. Sono tanto più spinto ad esporti questa mia proposta, chè temo non possa arrivare stasera e neppure di buon mattino domani, e, per Dio, si è sulle spine!

«Ma ecco la proposta. Partire noi tutti alla tua volta sotto gli ordini di Tabacchi; arrivati a te, tu combinerai la spedizione ed organizzerai una [ banda? ] a seconda della convenienza dipendente dalle risposte di Roma.

«Io ritengo che accettando questa idea, vi sarebbe in ogni caso da guadagnar tempo; con la formazione della banda è cosa evidente; per quello della spedizione, son pure del parere, pensando si sia più prossimi ad aver mezzi ed alla strada convenuta (con Checco) costì dove tu sei, anzichè qui in questa fornace. Tu pondera e risolvi. La risoluzione raccomando caldamente siami comunicata a vapore. Certamente sarai già in comunicazione col signor Carlo Ferri romano, proprietario (credo) di campagne presso Roma e perciò pratico delle strade; tale, cioè, da poter dare informazioni per noi preziose. Così mi disse il signor De Andreis, solo romano che forse conosca.

«Addio. Ti ripeto: mi trovo, ci troviamo sui carboni accesi. Mille cose a Menotti ed agli altri amici. Ti abbraccio caldamente.

« Giovannino ».

« P.S. Arrivò in questo istante dispaccio di Ghirelli in cui annuncia d'obbedire all'ordine del generale Fabrizi di portarsi verso Menotti, d'obbedire protestando».

Questi due documenti rivelano chiaramente come fino all'ultimo istante l'impresa nostra non fosse nè ben decisa nè ben definita e che non vi era una piena armonia di idee tra il comitato di Firenze, quello di Roma ed i capi spedizione di Terni.

Individualmente delinea in modo stupendo il carattere dei due giovani eroi, l'uno ardito, fremente, che va dritto alla mèta colla sicurezza dell'animo invitto, che chiama le cose col loro nome senza ambagi, che qualifica persone e fatti con quello stesso colpo d'occhio sicuro con cui la sua mano investiva il nemico; l'altro giovine, impaziente ed ansioso di gloria, che però ama riflettere sulle circostanze per volgerle al conseguimento migliore dell'alto ideale che lo sorregge: l'uno già provato ai duri cimenti, l'altro ansiosissimo di tentarli; ardito ed imperterrito l'uno, serio e gentile l'altro; eroi entrambi indimenticabili al cuore di chi li conobbe e li amò nella troppo breve loro vita.

VII.
In marcia.