Al primo vederci puntarono le armi in atto di fuoco.

— Feriti, feriti, blessés! gridavamo noi. Si! era come dire al muro! non ne capivano d'italiano! Finalmente un tenentino dei dragoni si fe' avanti gridando loro:

Ne faites pas de feu! pas de feu! e fatti alcuni passi verso la nostra casa, prima ci ordinò d'uscire, poi messici in fila tutti fuor della porta, con una sentinella cui graziosamente ordinò d'infilzarci tutti se ci fossimo mossi, entrò nella casa e la masnada intera lo seguì.

Descrivere il fracasso che fecero con quei poveri fucili, ferrivecchi della Guardia nazionale, è cosa da non potersi ridire! Ce n'erano moltissimi di carichi ed essi li prendevano per la canna e pestandoli contro il suolo o contro il muro, ne spaccavano il calcio.

E dire che non uno esplose loro nelle mani!

Vous étiez venus ici avec de trés-bonnes intentions, ci disse il tenentino uscendo e portando in pugno una mezza dozzina di rivoltelle.

Ricordo ancora la faccia del Campari e la sua risposta. I buoni ambrosiani non dimenticano mai la loro parlata, talora francamente ingenua, anche nei momenti supremi della vita.

— Oh me par peu, rispose egli con un accento di bonaria persuasione, me par che voressen minga cojonà gnanca lor!

Dopo un'ora circa impiegata a distinguere i fucili, i vestiti e quanto trovarono, ripresero finalmente la loro strada e sembrava che avessero fretta. Chiedemmo loro dove andassero e perchè non trasportassero i feriti. Ci fu risposto che non ne avevano il tempo, perchè doveano inseguire le bande[17]! Credevan forse a pochi passi da noi di scovare Garibaldi in persona!

Un gendarme prima di montare a cavallo mi presentò una bottiglia, offerendomi da bere. Lo guardai in viso; non comprendevo così strana cortesia.