Giorgio dalla Torre nobile padovano, il quale servì l'orto con molta cura e diligenza per buon numero d'anni, e pubblicò alcune opere botaniche nello stile di quei tempi e della seguente iscrizione, che si conserva murata all'interno del portone d'ingresso al giardino:

ANGELO MARCELLO
QVOD MVSARVM. VIRETA. SILVESCENTIA. IN
TERLVCAVERIT. ATQ ARESCENTIBVS HERBIS CAS
TALIOS. LATICES INDVXERIT. NVDISQ STIRPIBVS
FLORVM CORONAMENTA. NATVRÆ MVN
DVM. ADIECERIT. QVO. TEMPORE. VRBIS PREFECTVS
ERADICATO. OMNIS HOSTILITATIS ACONITO PACI
FERAS. OLEAS. LAVRIS. TRIVMPHALIBVS INSEREBAT
GEORGIVS A TVRRE
REI HERBARIE PROFESSOR ORDINARIVS IIORTIQ PV
BLICI PREFECTVS. B M P.[[6]]

Dopo trentadue anni di servizio fu il Torre dalla pubblica clemenza sollevato dell'obbligo delle lezioni, e sostituito a tal carico in sua vece con ducale 8 agosto 1681 Giacomo Pighi veronese, il quale leggeva allora la notomia: ma uscito il Pighi di vita un solo anno dopo, ripigliò il Torre le primiere sue funzioni, e continuò ad esercitarle fino all'anno 1687 in cui fu promosso alla lettura di medicina pratica in primo luogo.

L'abate Felice Viali padovano, abbandonata Pisa dove aveva per molti anni sostenuta una riguardevole cattedra in quella Università, era stato dato per ajutante al Torre a istanza del medesimo dopo la morte del Pighi, e vacata la cattedra de' semplici, l'ottenne con ducale 3 aprile 1687, ed occupolla fino all'anno 1718. In codesti

tempi, e per suggerimento del medesimo Viali, furono ordinati e con la di lui assistenza e direzione eseguiti, molti nobili e dispendiosi lavori per ornamento e difesa dell'orto, de' quali conservasi la memoria nella seguente iscrizione collocata sopra il portone d'ingresso dalla parte interiore:

SILVESTRO VALERIO PRINCIPE
IIIVIR LITER SC IVBENTIB
ALEXANDRO MOLINO PRÆFECTO
APOLLINEÆ INSVLÆ DECVS ADDITVM
HORTVS DVPLO AVCTVS CLAVSTRISQ FERREIS MVNITVS
PLANTÆ EX VTRAQVE INDIA INVECTÆ
PERENNES EXCITATI FONTES
LVCVS CONSITVS
OMNIA VETERI SQVALORE DETERSO NITIDIORA
CVRANTE
FELICE VIALI PUB PROFESS LOCIQ PRÆSIDE
A CHRISTO NATO SECVLI XVII ANNO VIC
A CONDITA REPVBLICA SECVLI XIII ANNO LXXIII

Fu il Viali perito nell'arte, e molto benemerito del pubblico giardino; ma niente abbiamo di suo pubblicato con le stampe. Colpito nella vecchia sua età d'apoplessia, dopo trent'anni di servizio, fu dispensato con onorevole giubilazione dalla lettura, ed ebbe per successore,in concor

renza con Giovanni Scheuchzero, celebre botanico svizzero, e Lodovico da Riva veneziano, che fu poi professore di meteore in quest'Università, con ducale 16 marzo 1719,

Giulio Pontedera d'origine pisano, ma nato in Lonigo terra del Vicentino, nome riputatissimo nella repubblica letteraria non solo per il suo sapere botanico, ma anche per la latina eloquenza che possedeva, e per la varia erudizione di cui fu fornito e diede illustri saggi nelle sue opere pubblicate e da pubblicarsi. Furono da esso per pubblico comando continuati i lavori lasciati imperfetti dall'antecessore, e molto accrebbesi per di lui cura di piante e di riputazione al pubblico giardino[[7]]. La seguente iscrizione murata al fianco interno del portone del giardino ci conserva la memoria d'alcuni ristauri e miglioramenti da esso al giardino procurati: