DANIEL . I . DELPHINVS
SENATOR . PRAESTANTISSIMVS
VRBIS . PRAEFECTVS . ET . PROPRAETOR
AEDES . PVBLICAS . AC . STIRPIVM . HYPOCAVSTA
REFECIT .SVBSTRVCTIONIBVS . ET .PARIETE
PERPETVO . CONTRA . FLVMINIS . VIM . MVNIVIT
SVMMO . BOTANICES . FAVTORI
IVLIVS . PONTEDERA . HORTI . PRAESES . B . M . P
ANN . CIƆIƆCCXLIX

Fino all'anno 1738 altro carico non aveva il professor botanico che quello della sopraintendenza al giardino, con la semplice ostensione delle piante ne' tempi prescritti. Ma venuti nel suddetto anno gli eccellentissimi riformatori in deliberazione di sopprimere con altre cattedre anche quella di materia medica sostenuta in quel tempo dal dottor Rossi, il quale fu onorevolmente giubilato, venne data al professor di botanica l'incombenza di spiegare nell'atto medesimo dell'ostensione delle piante anche le facoltà ed usi d'esse, cambiatosi perciò il titolo nel ruotolo da quello che prima v'era Ad ostensionem Simplicium, a quello che v'è presentemente Ad lecturam et ostensionem Simplicium; e nel medesimo tempo fu istituita altra cattedra che spiegasse il rimanente della materia medica, cioè la parte fossile ed animale, col titolo nel ruotolo Ad lecturam et ostensionem caeterorum Simplicium, al cui professore fu opportunamente appoggiata la sopraintendenza e custodia del pubblico museo di storia naturale; onde la cattedra stessa di materia medica non può dirsi propriamente soppressa, ma solamente e sapientemente divisa.

Mancato di vita nel 1757 il Pontedera, mentre tra molti candidati disputavasi l'onorevole posto vacante, rimase la custodia del giardino

appoggiata alla fede e perizia di Pietro Arduino, che godeva il posto di primo operajo del giardino medesimo, fino al gennajo del 1759 more veneto; quando tra li molti aspiranti fu dalla pubblica clemenza prescielto Giovanni Marsili veneziano, ritornato poc'anzi alla patria da un lungo viaggio da lui intrapreso ed eseguito a proprie spese per le principali città ed Accademie d'Europa, col fine d'istruirsi nella medicina e principalmente nella botanica, studio suo prediletto, e di contrarre amicizia e corrispondenza, che utilmente coltiva, co' più celebri professori d'essa. Trovato dal Marsili il pubblico giardino non meno scarso e povero di piante, che pregiudicato nella coltura e nel materiale, ebbe fino dal principio ad impiegare tutta la sua industria e capacità per ripopolarlo e per risarcire li danni e le ingiurie portate ad esso dal tempo. Alla quale sua buona volontà concorrendo la sovrana munificenza, molti lavori e ristauri sono stati comandati ed eseguiti sotto la di lui direzione, tra' quali merita particolar menzione l'innalzamento considerabile di tutta l'area interna ed esterna dell'orto e delle fabbriche aggiacenti, affine di preservarlo dalle frequenti e profonde inondazioni alle quali era esposto, e che, oltre al pregiudizio delle piante, lo rendevano più giorni in ogni anno affatto in

accessibile. La seguente iscrizione è fin d'allora apparecchiata per conservare, giusta l'antico costume, a' posteri la memoria d'un così essenziale provvedimento, e scolpirassi quando a' padroni piacerà di permetterlo:

M . S .
CREBRIS . AQVARVM . EXVNDATIONIBVS . AVERTENDIS
SOLVM . LATE . EXAGGERARI
RIPAS . VALLARI
PORTAM . CVM . PONTE . ET . CREPIDINIBVS
REFICI . AVGERI
AQVAEDVCTVS . RESTITVI
IVSSV . IIIVIRVM . REI . LITT .
IOANNES . MARSILIVS . HORTI . PRAEFECTVS
CVRAVIT
ALOYSIO . MOCENICO . PRINCIPE . ANNO . I .
PETRO . VENDRAMINO . VRBIS . RECTORE

È l'area di questo giardino perfettamente circolare, di piedi 250 di diametro, chiusa di sodo muro, che termina ad alto con una bella cornice di marmo istriano, sormontata da un podio o ringhiera, che regna tutto all'intorno, di colonne e pilastri destinati a sostenere li busti de' più celebri professori, tra' quali si vede quello dell'illustre Pontedera collocatovi per decreto del magistrato nel 1760, interrotti da vasi di

marmo con piante e fiori di metallo per maggior decoro e adornamento del giardino. Quattro maestosi portoni forniti di gran cancelli di ferro e bronzo, e fiancheggiati da robusti pilastroni di marmo rustici, a' quali servono d'acroterj otto smisurati vasi di marmo di leggiadra forma con piante e fiori di metallo, s'aprono ai quattro venti principali rimpetto uno all'altro, e corrispondenti alli due principali viali del giardino, di cui forma il centro una gran vasca di marmo circondata da sedili e selciato di marmo con un bel getto d'acqua nel mezzo. Dei quattro portoni quello al ponente serve d'ingresso; gli altri tre mettono in altrettanti ricinti di figura parimente circolare, chiusi di carpine e adorni di fontane e statue, con muricciuoli e basi all'intorno da collocarvi vasi con piante vive nella bella stagione. L'area tutta è principalmente divisa in otto spalti, che formano altrettanti separati parterre alquanto più rilevati del piano de' viali, quattro perfettamente quadrati e quattro in semicerchio che segue l'andamento del muro maestro, tutti chiusi da cancelli di ferro con una bella fontana di marmo nel mezzo. Aggiugne vaghezza e nobiltà singolare e veramente principesca il ripiano d'essi otto spalti o giardinetti, disposto con elegante disegno in ajuole variamente divise e circondate di marmo,

con muricciuoli all'intorno sopra cui posano li cancelli parimente di marmo; ciò che non minor soddisfazione reca agli occhi de' riguardanti che comodo e facilità per la distribuzione e buon governo delle piante e dell'orto tutto.

Le spezie di piante che presentemente si allevano e custodiscono con tutta l'arte e diligenza in questo giardino oltrepassano di non poco le quattromila, gran parte delle quali sono delle più rare e più recentemente introdotte in Europa dall'altre parti del mondo, mentre non mancano, per quanto è possibile, le europee medicinali e curiose e non comuni. Queste quattromila e più spezie raddoppiate e moltiplicate per assicurarsi della loro conservazione, e per l'uso delle lezioni, non meno che per le gratuite somministrazioni che se ne fanno alli poveri, agli speziali e a chiunque ricorre, vengono a formare un numero di forse dodicimila o più piante, piantate per la maggior parte e disposte nella circonferenza del giardino, altre allevate in vasi in varj luoghi distribuiti, de' quali il numero supera li quattromila, altre, cioè quelle de' più caldi climi, coltivate dentro alle stufe secondo la varia e differente loro natura e bisogno.