Mancava il pubblico giardino quasi affatto della più nobile e speziosa parte del regno vegetabile, cioè d'alberi non meno nostrani che fora

stieri. Pochissimi se ne vedevano, e delle spezie più volgari e comuni, dentro al ricinto del giardino cui servivano più d'ingombro che d'ornamento. Alla qual mancanza rimediar volendo l'attual professore, spontaneamente rinunziò al benefizio e godimento d'un tratto di terra lungo piedi 160, largo 130, annesso al giardino medesimo, e dalla pubblica liberalità concesso al privato uso de' suoi antecessori, dove di propria mano e in bell'ordine piantati, e già a considerabile altezza cresciuti, si contano 165 alberi di varia spezie, procurati dalli monti e dagli altri giardini d'Europa, tra' quali, oltre li più celebri ed incomuni de' monti, meritano distinta menzione il Platano e il Cipresso orientale, le due Tuje, le due Gleditsie, la Catalpa d'America, il Julibrissin de' Turchi, la Tacamahacca, il Loto di Virginia, la Firmiana della China, il Cedro del Libano, l'albero di Giuda americano, la Tulipifera, il Sughero, il Pistacchio, il Cerro dalla ghianda maggiore, l'albero della vernice vera del Giappone maschio e femmina, e lo spurio, il Moro papirifero del Giappone, il Moro rosso d'America, il Ginepro virginiano, il Lauroceraso di Portogallo, il Xantoxilo, la Pseudoacacia, l'Acero di Candia, il Carpino orientale, il Noce bianco d'America, la Ptelea, lo Stafilodendro di Virginia, il Leccio coccigero, Nespoli

e Ciliegi varj d'America, con molti altri, la maggior parte de' quali non s'erano per l'addietro veduti in questo giardino, nè in altro d'Italia.

Ma per ripigliare il filo della descrizione di questo rinomatissimo giardino, esso è vagamente e comodamente situato tra li due gran tempj di sant'Antonio e di santa Giustina, con le mura della città a poca distanza dietro, ed è sul dinanzi e per un buon tratto all'intorno bagnato e circondato da un fiumicello, sopra cui, per un ponte di pietra e un nobile portone di bella architettura rustica, s'entra nel vestibulo conpartito in viali d'altee, e lungo piedi circa 140, che introduce al giardino. Sulla mano manca del vestibulo lungo il fiumicello v'è l'abitazione del professore nuovamente rifabbricata per atto di spontanea beneficenza de' signori riformatori, a cui notizia era giunto lo stato rovinoso e veramente pericoloso di quella che fino dalla fondazione dell'orto servito aveva al medesimo uso. Non mancano in essa internamente luoghi e comodi opportuni agli usi e bisogni di chi è destinato ad abitarla, nè esternamente quella decenza che conviene alla maestà del luogo e alla grandezza del suo vero signore. Dall'altra parte del vestibulo, cioè alla dritta dell'ingresso, v'è altra casa di sufficiente capacità per alloggiare due degli operaj stipendiati dell'orto con le loro

famiglie. Dal medesimo vestibulo, e fuori del corpo principale del giardino, per mezzo di cancelli di ferro, s'ha la veduta del parterre de' vasi, che vi restano disposti con simmetria dalla primavera fino al tempo che d'uopo è il riporli a coperto. Al qual uso in un cortile contiguo vi sono quattro stanzoni, oltre tre gran conserve di legno mobili con vetriate, le quali si piantano nell'autunno e si levano nella primavera, due lungo i muri interni del giardino al mezzogiorno per tutto il tratto che corre tra un portone e l'altro, e la terza tra mezzodì e ponente nel parterre dei vasi. Al muro de' sopraddetti stanzoni sono appoggiate quattro stufe per ricovero delle piante che abbisognano di clima artifiziale, di mediocre capacità e di modestissima struttura, che per verità non corrisponde alla grandezza e nobiltà delle altre parti del giardino; al quale quando sia, come sperasi, dalla pubblica munificenza aggiunto un corpo di fabbriche, qual vedesi negli altri giardini botanici e qual ricercasi a tal uso, non avrà certamente questo di Padova che invidiare a qualunque altro de' più ricchi e rinomati d'Europa[[8]].

Fuori del giardino sulla pubblica strada e rimpetto al portone d'ingresso vi è, chiusa di tetto e muri, la macchina idraulica, la quale si sta appunto adesso rifacendo, mentre l'altra dopo di

aver servito per lo spazio di quaranta e più anni ridotta era a grado di estrema decrepitezza e di totale sfacello. Da questa mediante una gran ruota s'innalza l'acqua del fiume vicino a considerabile altezza, e quindi per canali sotterranei di piombo vien condotta al giardino in quantità tale che basta ai getti di sedici fontane, distribuite opportunamente in varj luoghi nell'orto per l'uso insieme e per l'ornamento d'esso. Fu cura de' professori il conservare la memoria delle successive rinnovazioni della suddetta macchina con iscrizioni murate nell'edifizio che le rinserra, e sono le seguenti:

D . O . M
ASCANIO IVSTINIANO PRÆTORE
STEPHANO QVIRINO PRÆFECTO
ANIMORVM CONCORDIA CLARIS
HYDROPHYLACIVM INNOVATVM
Æ . C . A . MDCCII

D . O . M .
IOANNE PISAVRO EQVITE
PATAVII PRÆFECTO ET PROPRRÆTORE
HYDRAVLVM HORTO RESTITVTVM
NOVOQ TECTO MVNITVM
ANNO CHRISTI M.D.C.C.XVI