8 luglio 1866.
I miei poveri argini sono rovesciati, ed ormai sarebbe inutile che cercassi di nascondere agli occhi altrui l’agitazione, i sospetti, lo sgomento che ho nell’anima. Sono passati quattordici giorni, dopo quella funesta battaglia, di cui non posso ancora pronunziare il nome senza sentirmi serrare il cuore, e non c’è ancora nuove di Aldo. Nei giorni delle lunghe marce e delle rapide mosse, sempre, sempre egli aveva trovato un minuto per mandarci nuova di sè. Ora in paese sono giunte lettere di quasi tutti i nostri soldati.... ma di lui, nulla! Di quasi tutti, ho detto, perchè uno di quei poveretti è morto: lo scrisse un suo compagno, che lo ha veduto cadere. Due o tre altri sono feriti. Di Aldo e di altri due, nulla! Ma si sa, pur troppo! che il battaglione di Aldo fu nel forte della mischia, e lasciò su quelle sgraziate colline molti e molti dei suoi. Queste cose le ripetono tutti, e il prefetto me le ha scritte e confermate più d’una volta.
Ho cercato fin qui delle parole di speranza, perchè i neri presentimenti che leggo in viso a tutti non avessero ad uccidere la povera Adelina. Ma ormai non so più se la speranza sia un beneficio o una crudeltà. Io non so più che opporre alle querimonie e allo scoramento del Garofani e di sua moglie. Quegli amici che popolavano la loro casa sono scomparsi; ed io, dinanzi a quelle lacrime, rimango con gli occhi fissi al suolo, e mi par d’essere un accusato.
Non rimaneva che un partito da prendere, e lo presi. Andrò io stesso a cercar Aldo. Lo cercherò tra le file diradate dei suoi compagni; negli spedali, nelle chiese, ne’ casolari, ove saprò che ci sia raccolto un ferito; andrò a cercare di lui su quegli altipiani,... tra i solchi recenti del cannone o lo sterro d’una vanga pietosa.
Presso Villafranca, 18 luglio 1866.
C’è de’ momenti in cui spero, stropicciando gli occhi e spalancandoli, che questi giorni io non gli abbia attraversati davvero; spero di aver avuta una grossa febbre, e di aver veduto, vaneggiando, passare tutta questa fantasmagoria dolorosa che mi accompagna dopo che ho lascialo Borghignolo.... Ma il passo grave d’un gendarme, o lo scalpitare de’ cavalli d’una pattuglia d’ulani, mi dicono di tanto in tanto che non ho sognato per nulla: mi ripetono dove sono, come ci venni, e che aspetto.
Come ci venni? In verità non ho testa per raccapezzare tutta la storia minuta di questi giorni, e mi basterà richiamare alcuna delle tappe dolorose che mi condussero fin qui, tanto per chiudere questi ultimi fogli del mio scartafaccio, e ingannare qualcuna di queste ore, così lunghe per chi aspetta.
Quando, dopo tre giorni di viaggio, potei raggiungere quel battaglione di bersaglieri di cui ero in cerca, avevo già saputo che non ci avrei trovato Aldo. Il Maggiore, a cui mi presentai, mi prese la mano, me la strinse vigorosamente, e col fare semplice e severo mi interruppe dopo le prime parole, dicendomi così: «Non l’ho più nelle mie file; ho sperato assai.... ma ora.... non ne so ancor nulla. Lo vidi correre alla carica più volte; lo vidi ritornare illeso e ripartire. Quando ci fu ordinato di ritirarci, il suo capitano e molti, molti altri!, erano caduti; ma Aldo lo rividi ancora. Nella ritirata, a ogni passo dovevamo far fronte di nuovo e ripetere le cariche. Più volte ci trovammo confusi tra centinaia di sbandati che venivano da ogni parte, e tra le file di nuovi battaglioni dei nostri che sopraggiungevano. All’appello della sera, Aldo non rispose. Nessuno seppe darne notizia. Il giorno dopo, un ferito che raggiunse il battaglione, disse di averlo veduto zoppicare, sforzandosi di tener dietro alla compagnia, ma perdendo terreno a ogni passo. Non ne seppi altro. Feci delle ricerche, ma furono inutili.... Così è la guerra!... però egli si è meritata la medaglia al valor militare.... o lui, o i suoi l’avranno!» Mi strinse di nuovo la mano, mi guardò commosso, e mi lasciò.
Io avevo cento cose a domandargli, ma in quel momento le dimenticai tutte. Due ore dopo, il battaglione partiva, e lo vedevo sfilare dinanzi a me. Il Maggiore aveva ripreso il suo aspetto fiero e sereno; i soldati cantarellavano o si motteggiavano a vicenda.... Io li guardai in volto a uno a uno, tutti, ma Aldo non c’era proprio più! Seguii con gli occhi il battaglione, finchè non vidi altro che un lontano polverio e non udii più il suono delle trombe. Allora, asciugandomi le lacrime, mi tolsi di là, e ripresi il mio doloroso pellegrinaggio.